*ESCLUSIVA* CELLOLE – Scavi sulla Domiziana, trovate altre tre tombe… verso la scoperta di una villa rustica di epoca romana. I PARTICOLARI

CELLOLE (Matilde Crolla) – Trovate altre tre tombe sulla strada statale Domiziana. Si continua a scavare e se da un lato è fermo al momento lo scavo dei giorni scorsi posto nei pressi del cartellone all’ingresso di Baia Domizia, quello in cui è stato rinvenuto lo scheletro di un uomo all’interno di una tomba, dall’altro gli archeologi stanno continuando a scavare lungo l’altra uscita di Cellole, quella posta nei pressi del caseificio ‘Cilento’. I tecnici della Sovrintendenza hanno, infatti, ricoperto ciò che hanno rinvenuto fino ad ora, piazzando

le transenne. Ma la ricerca continua e proprio oggi sono state trovate altre tre tombe. Ma cosa sta venendo fuori in queste ore? Se ci si basa sulla prima impressione e dunque si trattasse di un cimitero dovremmo far risalire i resti al secondo secolo dopo Cristo. I romani, tra l’altro, costruivano i cimiteri ai limiti delle città, mai all’interno delle stesse. Si deve, dunque, considerare a destra e a sinistra dell’area in questione un nucleo urbano rilevante. Se così fosse è possibile che nel corso degli scavi verranno fuori migliaia di tombe di quel periodo. Ma se i reperti appartenessero, invece, ad un periodo antecedente al secondo secolo a.C. allora dovremmo pensare che non può trattarsi di un cimitero. I romani, infatti, avevano l’abitudine dal primo secolo a.C. al secondo secolo dopo Cristo di incenerire i corpi dei defunti e non di seppellirli. Tale pratica, infatti, risale solo

ad un periodo successivo. Potrebbe trattarsi, dunque, di una villa rustica, magari anche di un certo prestigio.  Le ville rustiche dei romani erano all’epoca di grosse dimensioni, accoglievano i proprietari e tutti coloro che vi prestavano servizi, compresi coloro che lavoravano la terra e gli schiavi. Nonostante fosse in vigore l’incenerimento dei cadaveri, i romani che vivevano nelle ville rustiche venivano sepolti dove abitavano. Dunque, il ritrovamento di una o più tombe nella zona non esclude che essa potesse un tempo accogliere una villa del genere. Una villa e non una residenza marina come quella di Tigellino, posta a pochissimi passi dal mare. Sarebbe interessante capire se gli archeologi abbiano trovato all’interno della tomba rinvenuta, o potranno rinvenire quanto prima in altre possibili tombe, vestigia di antico valore come anfore, monili. Se la tomba fosse

sprovvista di tali arnesi allora si tratterebbe del cadavere di un uomo di basso ceto sociale, altrimenti di una persona benestante. Tornando alla villa rustica romana ovviamente essa non deve essere immaginata come una delle tante masserie che nel corso dei secoli sono state costruite in zona, ma di una residenza di un certo spessore, posta a pochi chilometri dall’antica Sinuessa e a pochi passi dalla villa di Tigellino di Baia Felice. Le ville rustiche avevano al loro interno addirittura delle celle sotterranee per gli schiavi oltre a numerosi locali

dove venivano conservate le derrate alimentari messe a disposizione della famiglia e di coloro che lavoravano i vasti latifondi della stessa. E’ chiaro che si tratta di ipotesi, rispetto alle quali si potrebbe essere smentiti. Ma la storia insegna ed insegna soprattutto l’amore per tutto ciò che rappresenta il passato. Una simile scoperta può rappresentare un vero strumento di ricchezza e di sviluppo turistico per il territorio cellolese. L’auspicio è che le istituzioni locali abbiano un occhio vigile ed attento rispetto a queste grandi scoperte e che non venga abbassata la guardia nello stimolare a fare ulteriori ricerche nella speranza di trovare sul territorio un vasto patrimonio archeologico del valore inestimabile. (In copertina immagine di repertorio a scopo dimostrativo ndr)