CELLOLE – Furto alle scuole medie, l’indignazione della dirigente e dei rappresentanti dei genitori: è arrivato il momento di agire!

CELLOLE (Matilde Crolla) – “Il ladro di cultura non ruba libri o oggetti, ruba futuro, ruba possibilità, ruba l’essenza stessa di un popolo”. Il raid consumatosi l’altra notte presso la scuola media dell’istituto comprensivo ‘Serao-Fermi’ di Cellole non può e non deve lasciarci indifferenti. L’intera comunità cellolese, per l’ennesima volta a distanza di pochi mesi, ha subìto un danno che se materialmente può essere quantificato (si parla di un furto

per un ammontare di circa dodicimila euro), da un punto di vista prettamente etico è incommensurabile. “Hanno rubato il futuro dei nostri ragazzi, quello che è accaduto la scorsa notte a Cellole non può passare inosservato”, sono le parole della dirigente Maria Luisa Salvia proferite all’indomani del raid registratosi nella scuola media. “La scuola è un bene pubblico- continua-. Il fatto che sia pubblica non vuol dire che non sia di nessuno. Al contrario proprio

perché pubblica, è di tutti”. Un messaggio chiaro e forte quello della dirigente che con queste parole ha testimoniato la sua indignazione e quella dell’intero corpo docenti rispetto a quanto accaduto. Il furto perpetrato ai danni della scuola nella notte a cavallo tra lunedì e martedì è stata una violenza vera e propria, come se i balordi fossero entrati a gamba tesa ed indisturbati nelle case di ogni singolo docente e studente. Così è stato vissuto dall’intero personale scolastico. Non è ammissibile, tra l’altro, che in un paese civile una struttura scolastica possa essere presa di mira per la

seconda volta nel giro di pochi mesi e privata in un primo momento di tutti i pc acquistati con i fondi Pnrr (per un ammontare di trentamila euro circa) ed ora di quello che rimaneva di notebook ed altro materiale informatico acquistato da poco. Indignate anche due mamme, rispettivamente presidenti del Consiglio di Istituto e del Comitato Genitori. Stiamo parlando della neoeletta Paola Montecuollo e di Laura Lombari. “La notizia del furto presso la scuola secondaria Enrico Fermi ha sconvolto l’intera comunità scolastica compreso il comitato Genitori che mi onoro di rappresentare- ha

dichiarato Lombari-. Un gesto grave che cela delle conseguenze non trascurabili. I nostri ragazzi hanno il diritto di sviluppare ogni tipo di competenza e nell’era fortemente digitalizzata in cui sono immersi, essere privati delle tecnologie informatiche rischia di lasciarli un passo indietro rispetto ai loro coetanei di altre realtà. Ritengo necessario un importante intervento a tutti i livelli della cittadinanza. Noi membri del comitato dei genitori saremo a disposizione dell’istituto Comprensivo Serao Fermi per tutte le iniziative che si potranno intraprendere”. Paola Montecuollo, presidente del Consiglio

di Istituto, dal suo canto dichiara ai nostri microfoni: “Il danno economico è sotto gli occhi di tutti, sappiamo quanto valgono computer e tablet. Ma c’è da considerare un altro dato: il disagio didattico che ne consegue. Quanto rubato veniva utilizzato tutti i giorni per progetti, prove e verifiche. Ciò che mi colpisce profondamente come madre è che molti di questi strumenti venivano utilizzati principalmente dagli studenti Bes. Mi auguro che, con il sostegno

anche delle istituzioni locali, possa essere presa quanto prima una decisione nell’ottica della collaborazione per garantire la messa in sicurezza dell’istituto, attraverso telecamere, un sistema di videosorveglianza adeguato ma principalmente l’installazione di inferriate che possano rendere più difficoltosa l’intrusione di questi soggetti. La comunità non ne va fiera- ha continuato Montecuollo-, anche perché non è la prima volta che accade. La volta scorsa, oltre all’ingente furto, si è verificato un vero e proprio danno al plesso stesso con porte scardinate, sfondate con martelli ed estintori. Ringraziamo il Comune

già per le telecamere di videosorveglianza poste in punti strategici della città, ma è necessario che ora i riflettori siano puntati sulla scuola media per cercare di garantire la tutela dell’intera istituzione scolastica”, conclude Montecuollo. La preside Maria Luisa Salvia, a margine di tali dichiarazioni, ha annunciato che avvierà un crowdfunding, ossia una raccolta fondi comunitaria, attraverso la piattaforma approvata dal Ministero dell’Istruzione ‘schoolraising.it’ per rifornire la scuola del materiale rubato. Chiaramente si tratterà di un’iniziativa collettiva che partirà dal basso, ossia dalle famiglie

e dalle associazioni, che anche con un contributo minimo forniranno il loro sostegno alla scuola affinché possa essere nuovamente dotata dei dispositivi di cui è stata privata. Tutto ciò potrà essere possibile se dal canto loro le istituzioni locali, in primis il Comune, si impegneranno fattivamente a garantire la sicurezza dei locali scolastici, attraverso un impianto di allarme, videosorveglianza ma soprattutto il più antico dei metodi di protezione: le inferriate.

