SESSA AURUNCA – Strutture Asl, la punta dell’iceberg di un sistema ‘convalescente’. LE FOTO

SESSA AURUNCA (Matilde Crolla) – Che la sanità pubblica in Campania non si trovi nel suo ‘El Dorado’ è ormai un dato di fatto: liste di attesa infinite, prevenzione oncologica ai minimi storici rendono più o meno l’idea della realtà con la quale la popolazione deve quotidianamente confrontarsi. Se a ciò si aggiunge il fatto che molto spesso il personale medico e paramedico è costretto per mille e diverse ragioni

a lavorare in ambienti e reparti fatiscenti e in condizioni igieniche non sempre dignitose, lo scenario diventa ancor più a tinte fosche. A Sessa Aurunca, il maltempo poi non ha certo dato una mano. Anzi, per certi versi ha finito per acuire alcuni cronici disagi. Le forti piogge non hanno infatti risparmiato i locali dell’ospedale ‘San Rocco’ di Sessa Aurunca e quelli indipendenti siti in via Sant’Agata nei pressi della curva a gomito che porta alla frazione di Sorbello. Questi ultimi locali ospitano la guardia medica ed una postazione del 118. Il personale medico e sanitario ha in più di un’occasione sollecitato i vertici dell’Asl affinché la struttura potesse essere munita di una pensilina per il mezzo di

soccorso al fine di proteggere gli elettromedicali e i farmaci ivi depositati. Infatti, allo stato delle cose, la struttura ‘garantisce’ estati troppo calde e inverni troppo rigidi: dai 40 gradi estivi a sotto zero nei mesi invernali. Inoltre, la presenza di infiltrazioni di acqua ha già lasciato segni più che tangibili: in alcuni punti emerge infatti l’intonaco, sfaldato proprio a causa della forte umidità. Non versa in condizioni migliori l’ospedale ‘San Rocco’. Per via dei lavori in corso, sono state sbarrati gli accessi che portano agli spogliatoi ed agli ambulatori con relativo disagio non solo per i pazienti ma anche per il personale. Gli infermieri

o medici che devono cambiarsi sono pertanto costretti ad uscire fuori dall’ospedale e rientrare dalla farmacia, portando inevitabilmente dietro di sé acqua e fango (come si evince dalle foto) che vengono poi lasciati in giro per i reparti. Un disagio non indifferente, uno schiaffo morale alla necessità di mantenere gli ambienti sanitari puliti e alla sterilità da garantire all’interno di strutture dove neanche chi ci lavora si sente a proprio agio.