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SESSA AURUNCA – Pd, il caso Sessa diventa nazionale: la Picierno scoperchia la pentola su ‘La Repubblica’

SESSA AURUNCA (Matilde Crolla) – Partito Democratico, oggi ritorniamo a parlare del circolo cittadino di Sessa Aurunca. Ricorderete sicuramente gli articoli dello scorso mese in cui il nostro blog Macronews in esclusiva annunciava la nomina da parte del segretario nazionale Enrico Letta del commissario ad acta Riccardo Tramontana per la redazione dell’anagrafe

territoriale della Federazione provinciale. Ricorderete sicuramente che all’indomani del nostro articolo un giornale on line smentiva tale notizia, nonostante la nostra fosse stata confermata da una lettera a firma di Letta, riportando le dichiarazioni della

segreteria provinciale che asseriva che nessun provvedimento era stato intrapreso dai vertici nazionali. Ebbene, oggi a conferma di quanto da noi scritto nel mese di agosto arriva l’articolo dell’autorevole giornale ‘La Repubblica’, edizione napoletana, in cui viene messo in evidenza che “c’è un caso Sessa Aurunca nel Pd casertano che sta

deflagrando. A tirarlo fuori è stata l’europarlamentare Pina Picierno, che ha scoperchiato la pentola del tesseramento 2020 in provincia di Caserta. Ad oggi il tesseramento non è stato ancora certificato da nessun organismo competente del partito, tanto è che Letta ha nominato un commissario”. In sostanza dall’articolo de ‘La Repubblica’ emerge

che “tutto è cominciato quando Gennaro Oliviero, presidente del consiglio regionale della Campania e deus ex machina del Pd nella sua Sessa Aurunca ha candidato Lorenzo Di Iorio con un passato nelle fila del centrodestra. Parte degli iscritti alla sezione del Pd hanno chiesto di poter discutere della candidatura in assemblea ma l’assemblea

del circolo non è stata convocata”. La segreteria provinciale a sua difesa ha sostenuto che l’assemblea non poteva essere convocata in quanto il tesseramento 2020 non era stato ancora certificato. Ma poi, secondo quanto denunciato dalla Picierno, non era stato certificato neppure quello provinciale. Il problema, comunque, è sorto sull’utilizzo del simbolo del Partito Democratico nella coalizione a sostegno di Lorenzo Di Iorio sindaco se si considera che non essendoci stata

assemblea la decisione di candidarlo non è stata presa da tutti gli iscritti o comunque dalla maggioranza degli stessi. Cosa accadrà ora? Pare che ci sia stato un confronto virtuale tra Oliviero e Boccia nel corso del quale il presidente del consiglio regionale della Campania ha difeso la scelta politico-amministrativa…ma non è che

tale scelta, non essendo stata condivisa da tutto il partito, potrà scatenare delle ripercussioni future anche sullo stesso Oliviero e sulle sue aspirazioni politiche? Non si escludono sviluppi eclatanti fino al commissariamento del partito dopo quello già avvenuto dell’anagrafe degli iscritti.