SESSA AURUNCA – Consorzio di Bonifica, gli operai si chiudono sul tetto: mettiamo le tende stanotte, scendiamo solo se viene De Luca. IL VIDEO

SESSA AURUNCA (Matilde Crolla) – Un gruppo di operai storici stagionali del Consorzio Aurunco di Bonifica all’alba di questa mattina ha occupato il tetto della sede di viale delle Terme a Sessa Aurunca. Le manifestazioni pacifiche portate avanti sino ad ora all’ingresso dell’Ente con striscioni e slogan, gli incontri ufficiali e meno ufficiali con i rappresentanti istituzionali locali e le interviste rilasciate anche ai mass media nazionali, non hanno portato al risultato sperato. Alla luce di tutto

questo stamattina un gruppo di operai, guidati dal più battagliero Ferdinando Capozio, sono saliti sul tetto della sede del Consorzio chiudendosi fuori. A nessuno è consentito salire e raggiungerli sul tetto. “Il nostro unico interlocutore da questo momento in poi deve essere il governatore della Campania, Vincenzo De Luca”, ha dichiarato a gran voce Ferdinando Capozio. Abbiamo cercato di raggiungere gli operai, intenzionati a colloquiare solo con la stampa che in questi mesi non li ha mai abbandonati, ma la polizia che sta presidiando l’area per una questione di ordine e sicurezza ovviamente non ce lo ha concesso. Siamo riusciti, dunque, dalla strada

a raccogliere le parole di protesta di Capozio e dei suoi colleghi. Parole che possono essere ascoltate dal video che pubblichiamo. “Oggi è il 14 di maggio- continua Capozio-. Dovevamo iniziare a lavorare già da tempo per garantire la stagione irrigua agli agricoltori ed invece siamo ancora qui, senza lavoro e senza stipendio. Vogliamo i nostri soldi, vogliamo andare a lavorare. Come facciamo a mantenere le nostre famiglie? Ci hanno preso in giro per l’ennesima volta”. Gli operai nelle scorse settimane

avevano sperato in un’ennesima delibera regionale che potesse consentire loro di avviare la stagione irrigua con la pulizia dei canali e l’apertura dell’acqua per l’agricoltura. Il problema, infatti, è molto più grave di quello che sembra visto che, al di là degli stipendi non pagati agli operai stagionali e alla mancata assunzione per il periodo estivo, ci sono gli agricoltori con l’acqua alla gola. Come faranno

i contadini ad irrigare le loro campagne? Tutta l’agricoltura nel Parco regionale Roccamonfina – Foce del Garigliano e nelle Valli del Peccia rischia di morire se non si corre ai ripari. Le campagne hanno assoluto bisogno dell’irrigazione che solo il CAB può garantire. Intanto, gli operai storici stagionali presenti sul tetto annunciano: “Se non vengono a rassicurarci i vertici regionali staremo sul tetto a tempo indeterminato. Stanotte piazzeremo le tende”. IL VIDEO