Disagi & Cronaca cittadina

SESSA AURUNCA – Consorzio Aurunco di Bonifica, un altro Natale senza stipendio e disoccupazione col contagocce

SESSA AURUNCA (Matilde Crolla) – Consorzio Aurunco di Bonifica sempre più impantanato. Passano le settimane, passano i mesi ma la situazione non cambia. Alla vigilia delle festività natalizie la condizione economica di operai ed impiegati resta invariata. Anzi, è solo aumentato il debito che gli stessi vantano. Ormai questo è il quarto Natale senza stipendio e con l’acqua alla gola. Fino allo scorso anno c’era ancora la voglia di combattere per i propri diritti, ricordiamo che proprio nel mese di dicembre 2016 ci fu una mobilitazione generale lungo le strade di Sessa Aurunca dopo la quale si riuscì a strappare una promessa ai referenti regionali: impignorabilità degli stipendi e contributo prelevato dai canoni delle acque minerali. Tutto è finito

nell’oblio. Gli stipendi non ci sono stati e dunque non hanno rischiato il pignoramento e non è arrivato loro alcun contributo prelevato dai canoni delle acque minerali. Al danno la beffa se si pensa che quest’anno gli operai stagionali che sono andati a lavorare presso gli impianti nel periodo estivo, pur sapendo di svolgere il proprio lavoro in maniera gratuita, hanno anche perso una parte della somma prevista dalla disoccupazione. Infatti, a dispetto degli anni passati durante i quali hanno lavorato anche per 160 giorni consecutivi, quest’estate non sono state superate le 120 giornate. Ovviamente questo ha determinato una somma più bassa del contributo di disoccupazione. Al momento sono rimasti al Consorzio solamente i 23 dipendenti fissi, gli impiegati. I settanta operai stagionali sono a casa in attesa che qualcosa possa cambiare. Ma non si prevedono al momento grandi progressi, se non una

riunione sindacale prevista per il prossimo 14 dicembre indetta dal segretario provinciale della Fai-Cisl, Bruno Ferraro. Ai debiti che il Consorzio continua ormai ad accumulare da anni si aggiungono anche le condizioni fatiscenti in cui si trovano i canali. Un intervento di bonifica efficace da tempo non viene svolto, non ci sono soldi neppure per mettere la benzina nelle auto, né tantomeno l’Ente ha uno scavatore. Dunque, si spera solamente che non si vada incontro ad un periodo di grandi piogge, altrimenti la situazione diventa

critica per tutta la zona, essendo i canali completamente otturati. Intanto, si è scoperto da poco che il Consorzio Aurunco di Bonifica non fa neppure più parte dell’Anbi, l’associazione nazionale delle bonifiche italiane, espulso nel 2014 in quanto non venivano pagate le quote associative ed anche per altre ragioni, legate ad assunzioni fatte in quel periodo, che sono state anche oggetto di un’audizione in Parlamento. I due commissari straordinari nominati qualche mese fa, Maisto e Testa, fanno sapere che stanno lavorando ad una soluzione risolutiva.

 

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