Disagi & Cronaca cittadina

SESSA AURUNCA – Consorzio, anche quest’anno si rischia l’acqua e il lavoro: dramma degli operai e degli agricoltori. LA CRONACA

SESSA AURUNCA (Matilde Crolla) – “Noi abbiamo bisogno di lavorare e gli agricoltori hanno bisogno dell’acqua per irrigare. Se non si trova una soluzione immediata chiedo le dimissioni di Testa e Foglia, siamo stufi delle chiacchiere, delle beghe politiche, dei giochi ostruzionistici”. Lo dice a gran voce Ferdinando Capozio, uno degli operai stagionali storici scelto insieme a Roberto Ruotolo per rappresentare la delegazione di lavoratori del Consorzio Aurunco di Bonifica nel corso dell’incontro in Regione richiesto oggi dal commissario Foglia durante l’assemblea pubblica straordinaria. “Non ci spieghiamo per

quale ragione non si riesce a trovare una soluzione che metta tutti d’accordo”, continua Capozio. Anche Roberto Ruotolo ha voluto dire la sua nel corso dell’assemblea pubblica straordinaria tenutasi questa mattina nella sede del Consorzio tra gli operai, i dipendenti fissi, gli agricoltori ed il commissario Foglia. “E’ stata bloccata una macchina per 65 euro di collaudo, ma di cosa stiamo parlando? A me appare come una guerra politica, non c’è altra spiegazione. Sono tre anni che l’ingegnere Montanaro sottopone

ai vari commissari le problematiche legate agli impianti, per quale motivo ora si caccia questa denuncia come motivo di sicurezza per il quale non si può far partire l’irrigazione? E’ mai possibile che tale denuncia si caccia solo ora dal cassetto da ottobre? Tra l’altro il commissario Testa poteva prendere il venti per cento dei soldi che gli ha dato la Regione in questo ultimo anno e probabilmente avrebbe risolto anche il problema degli impianti, a meno che non vuole realizzarne dei nuovi di ultima generazione. Lo scorso anno- ha continuato Ruotolo- disse che assumeva i dipendenti fissi per far partire la macchina amministrativa

 

ma fino alla scorsa settimana gli uffici non avevano neppure la carta per stampare i Cud, dunque di che cosa stiamo parlando?”. Gli operai rivendicano il loro diritto al lavoro e soprattutto al rispetto. Hanno chiesto al commissario Foglia di farsi portavoce in Regione di queste istanze e soprattutto di avere notizie certe rispetto al destino del Consorzio. Se l’intento della politica è quello di liquidarlo e chiudere i battenti una volta per tutte che si facesse subito ed ognuno si assumesse le proprie responsabilità. Emilio Forte, sindacalista e dipendente fisso, ha voluto cogliere nel corso dell’assemblea proprio il nocciolo della questione. “Finalmente

si inizia a comprendere che la problematica del Consorzio non è solo dei dipendenti e degli operai, ma di tutto il territorio. Il fallimento di questo Ente sta avendo delle ricadute sullo sviluppo agricolo e sull’economia della nostra zona”. Anche gli agricoltori hanno manifestato le loro difficoltà oggettive. “Io sono un agricoltore- ha dichiarato uno di loro-. A me interessa sapere se domani semino o non semino. Perché se sono nel comprensorio irriguo mi è vietato di fare un pozzo per reperire l’acqua. Se voi mi levate la possibilità

di irrigare, di portare avanti il mio pescheto, mi vedo costretto a chiedere i danni alla Regione, unico Ente responsabile. Prima c’era un consiglio d’amministrazione, di cui io facevo parte, e la responsabilità ricadeva su questo organo. Da otto anni circa la Regione ci ha esautorato da questa responsabilità e dunque l’unica cosa da fare per ‘salvare’ il nostro raccolto è attivare una class action con tutti gli agricoltori e chiedere i danni alla Regione”. Anche un’agricoltrice ha evidenziato: “L’agricoltura ha i suoi tempi ed è la colonna portante dell’economia del territorio. I più grandi vanno avanti, c’è chi ha la forza di fare pozzi abusivi rischiando però di essere denunciati”. L’assemblea pubblica, che per la prima volta ha visto tutti uniti per un unico obiettivo, si è conclusa con la sottoscrizione di un documento in cui il commissario Foglia chiede un incontro urgente in Regione  con i delegati delle varie categorie presenti oggi.

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