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CELLOLE – La corazzata Di Leone-Iovino sbanca le urne: tra record di preferenze e nuove gerarchie interne

CELLOLE (Matilde Crolla) – E’ stata una notte lunga e di festa per la comunità cellolese quella appena trascorsa. La corazzata Di Leone-Iovino ha dato i suoi frutti sbancando in ogni dove. Era previsto, era tutto previsto e c’è stato chi ha dovuto comunque ingerire un boccone amaro. All’indomani dello spoglio non si può fare a meno di analizzare il voto elettorale. E’ importante interpretare i dati, al di là di un semplicistico calcolo matematico. Alle scorse elezioni amministrative, quelle del 2020, la squadra ‘Noi per Cellole’ capeggiata da Guido Di Leone

otteneva il 52,2 per cento dei consensi contro il 44,2 per cento della lista ‘Cellole nel cuore’ con Cristina Compasso e il 3,6 per cento di ‘Cellole in Comune’ con Luciano Mascolino. Questa volta ‘Noi per Cellole’ raggiunge l’85.64 per cento di consensi con 4581 voti contro il 5.89 per cento di ‘Cellole in Comune’ (315 voti) con Mascolino candidato sindaco, il 4.36 per cento di ‘Insieme per Cellole’ con Pasquale Verrengia (233 voti) e il 4.11 per cento con ‘Terzo Polo’ con Roberto Martone (220 voti). Il consigliere regionale Giovanni Iovino ha dimostrato

ancora una volta di essere una forza i suoi 727 voti del 2020 sono arrivati stavolta a 1808. Per chi ha memoria storica, fino ad ora a Cellole, non c’è stato nessun altro candidato consigliere che abbia raggiunto questo traguardo. Dietro al primo eletto, Iovino, si posiziona un’altra candidata forte: Emanuela Seno. Già da qualche settimana i pronostici la indicavano come la vera sorpresa positiva di questa campagna elettorale. Con 1139 voti e alla sua prima esperienza elettorale è risultata la prima eletta tra le donne. Subito dopo si attesta Martina Izzo

con 1.072 voti. Per l’assessore uscente, che nel 2020 era entrata in giunta con 356 preferenze, sfondare il tetto dei mille consensi è la prova tangibile del buon lavoro svolto e della forte volontà degli elettori di confermarle la fiducia. Il quarto eletto è Giuseppe Ponticelli con 906 voti rispetto ai 406 del 2020. Ponticelli non solo incassa una netta riconferma, ma migliora nettamente il proprio record di preferenze, superando i risultati del passato proprio come Martina Izzo. A completare il quadro delle sorprese c’è Fiorenzo D’Onofrio, che ha

quasi triplicato il proprio consenso passato da 325 a 878 voti, un balzo che gli ha permesso di poter portare la sua persona nel tavolo delle trattative in vista della imminente composizione della giunta. A seguire Antonietta Marchegiano con 862 voti (504 del 2020) e Mena Lauretano 437 (260 del 2020). Altra new entry, che non è stata da meno rispetto alla sua squadra, è stato Enrico Nappo con 428 voti. Questi sono i nomi che andranno a comporre la maggioranza amministrativa di Cellole per i prossimi cinque anni. Ora inizia, come anticipato nell’incipit di questo articolo, l’analisi del voto. Infatti, se da un lato il trend positivo ha investito l’intera lista di ‘Noi per Cellole’ con un aumento generalizzato dei consensi, dall’altro

le proporzioni storiche sono saltate. Non tutti sono cresciuti allo stesso ritmo, ridisegnando così, almeno apparentemente, le gerarchie interne. D’altronde, la politica non è mero calcolo matematico: esistono logiche che vanno ben al di là del semplice segno ‘più’ davanti al numero dei voti. È proprio dall’analisi delle proporzioni che emergono i veri rapporti di forza e le future dinamiche della squadra. Se tutti crescono, ma non tutti lo fanno allo stesso ritmo, significa che i pesi specifici interni si stanno ridisegnando. Un raddoppio dei voti può essere una

crescita fisiologica se la lista ha raddoppiato il suo totale; ma un candidato che triplica o quadruplica o addirittura sorpassa con il proprio consenso, mentre gli altri crescono linearmente, sta mandando un messaggio politico preciso. Cambia la sua quota di mercato all’interno del gruppo. E’ stata una campagna elettorale dura, difficile…ma ora per la squadra di Di Leone inizia la parte più complicata, quella del nuovo assetto amministrativo.