SESSA AURUNCA – Amministrazione al capolinea, i retroscena delle mosse di Oliviero e delle decisioni di Sasso

SESSA AURUNCA (Matilde Crolla) – Le dimissioni degli assessori Stefania Pellegrino, Tommaso Di Marco e Erasmo Palmieri non sono state altro che la ‘cronaca di una morte annunciata’. La crisi interna alla maggioranza di Silvio Sasso va avanti da tempo. Tutto nasce nel momento in cui Massimo Schiavone, presidente del consiglio comunale e consigliere provinciale, decide di spiccare il volo. Prende le distanze

da Gennaro Oliviero e decide di scendere in campo in qualità di candidato al prossimo appuntamento politico delle regionali. Un boccone amaro difficile da digerire per Oliviero. Michele Schiavone rappresenta da anni uno dei punti di forza del consigliere regionale piddino. La scelta di Massimo di camminare per conto proprio non va giù ad Oliviero. Ed ecco che nasce il caso. Il consigliere regionale

decide di mettere in chiaro alcuni aspetti fondamentali degli equilibri interni alla maggioranza consiliare: due figure importanti quali quella del presidente del consiglio comunale e quella del vicesindaco non possono essere ‘in quota’ Schiavone. Il Partito Democratico nella persona di Oliviero rivendica un posto importante in seno al parlamentino sessano che non viene garantito dai soli tre assessorati già

presenti in giunta. Oliviero, dunque, chiede un rimpasto di giunta e la ‘testa’ del vicesindaco Fausto Fusco. Il dikdat di Oliviero, però, non viene accettato da Silvio Sasso. Il primo cittadino decide di non piegarsi. Ed ecco che stamattina arrivano gli effetti della posizione rigida del primo cittadino: i tre assessori del Pd si dimettono. Sasso a sua volta decide di mollare protocollando le sue dimissioni irrevocabili. Quanto durerà tutto questo? Sasso ha veramente deciso di non cedere? La caduta

prematura dell’amministrazione Sasso quanto gioverà a Gennaro Oliviero? Massimo Schiavone continuerà a lavorare per la sua campagna elettorale alle regionali. E’ l’unico che non è stato ‘scosso’ dall’accaduto visto che la politica solitamente è abituata a farla per strada e non certo all’interno del consiglio comunale.