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SESSA AURUNCA – Sala archeologica espositiva al Castello Ducale, il Comune paga la Sovrintendenza per l’apertura: Calenzo ‘storce il naso’

SESSA AURUNCA (Matilde Crolla) – “La casse comunali sono talmente floride che ci permettiamo il lusso di “regalare” i nostri soldi, 4100,00 € (quattromilacento/00 euro), alla Soprintendenza per garantire l’apertura della sala archeologica espositiva, allestita nella nostra struttura con i reperti archeologici rinvenuti nel nostro territorio, durante la manifestazione organizzata per il Natale”. Forte

è la polemica dell’ingegnere Italo Calenzo, vicesindaco ed assessore della giunta Tommasino. “I signori della Soprintendenza dovevano garantire a prescindere l’apertura, così come avvenuto in passato, giusta preventiva e condivisa richiesta- continua Calenzo-. E meno male che ci doveva essere una convenzione “ad hoc” anche in tal senso.

Un inciso, non di poco conto. Il MAS (Museo Civico Archeologico “Suessa Aurunca”, presente anch’esso all’interno del Castello Ducale, fu allestito ed aperto (marzo 2016!) proprio per poter rivendicare, ottenere e riportare concretamente, quanto prima, i “nostri” reperti a casa. Nulla in questi anni è stato fatto in tal senso e per di più c’è stato un completo abbandono della sala.  Ecco, dunque, il mio rammarico di una situazione tanto assurda quanto vergognosa”, conclude Calenzo.

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