Disagi & Cronaca cittadina

SESSA AURUNCA – Consorzio Aurunco di Bonifica, dipendenti prossimi al ‘distaccamento’ temporaneo o solo voci pre-elettorali? Gli ultimi aggiornamenti sul CAB

SESSA AURUNCA (Matilde Crolla) – Consorzio Aurunco di Bonifica: mentre le campagne di Baia Domizia continuano ad impantanarsi a causa del cattivo funzionamento dell’unica pompa ancora attiva dell’impianto di Macchine Vecchie, serpeggia l’aria pre-elettorale. Dopo mesi

di silenzio assoluto sul destino dei lavoratori dell’Ente di viale delle Terme hanno iniziato a circolare delle voci di un possibile ‘distacco’ temporaneo dei dipendenti presso altro Ente. La speranza dei lavoratori, stagionali e fissi, che ormai sono arrivati a più di ventiquattro mensilità arretrate, è che il tutto non scoppi come una bolla di sapone il prossimo 5 marzo. Delle promesse non hanno più che farsene. Le ipotesi, avanzate in quest’ultima settimana, sono

state il distacco temporaneo presso la ‘Sma Campania’ o presso ‘Campania Ambiente’. Si tratta di due società partecipate regionali. Queste due possibilità, però, a quanto pare sarebbero ‘morte sul nascere’, trattandosi di due realtà societarie che hanno una ragione sociale differente da quella del Consorzio Aurunco di Bonifica. Secondo indiscrezioni pare che lo stesso commissario straordinario Testa, componente del consiglio d’amministrazione di ‘Campania Ambiente’, abbia ‘sconsigliato’ questa opzione. Nelle ultime ore

si vocifera l’accorpamento al Consorzio Napoli-Volla. Ma anche in questo caso al momento non c’è certezza. L’unica conferma è che la famosa delibera regionale è finita nel dimenticatoio. Sempre l’aria pre-elettorale che circola in vista dell’appuntamento del 4 marzo avrebbe portato la notizia di un milione e mezzo di euro circa individuati in Regione che potrebbero consentire il pagamento degli stipendi arretrati. Anche in questo caso si tratta solo di voci. L’unica certezza è che a Baia Domizia l’unica pompa attiva funziona

al dieci per cento rispetto al suo potenziale, l’inverno non si è concluso, la ‘stagione delle piogge’ pure e a marzo gli operai stagionali dovrebbero ‘scendere a lavorare’. Come, con quali mezzi? Ai posteri del 5 marzo l’ardua sentenza.