AVERSA/ NAPOLI NORD – Violenza e rapina a giovane disabile: uno degli aggressori condannato a tre anni e sei mesi

AVERSA / NAPOLI NORD – Si è concluso con una sentenza di condanna il primo capitolo giudiziario riguardante l’efferata aggressione ai danni di un giovane disabile, vittima di un violento pestaggio e di una rapina. Il GUP del Tribunale di Napoli Nord, Fabrizio Forte, ha condannato l’imputato C.L. alla pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione ed euro 800,00 di multa.

La ricostruzione dell’orrore
I fatti, che avevano destato profonda indignazione nella comunità, descrivono un’aggressione di inaudita crudeltà. Secondo l’impianto accusatorio, il giovane disabile è stato accerchiato da un gruppo di persone (tra cui tre minorenni all’epoca dei fatti) e picchiato ripetutamente con una chiave per il serraggio dei bulloni.
Non solo violenza fisica: la vittima è stata anche rapinata di una somma di denaro. Per assicurarsi il silenzio del ragazzo, gli aggressori hanno fatto ricorso a pesanti intimidazioni, minacciando di accoltellarlo qualora avesse deciso di denunciare l’accaduto.

La sentenza
Nonostante le minacce, la vittima – rappresentata e difesa legalmente dall’avvocato Fiorentina Orefice – ha trovato il coraggio di rivolgersi alle autorità. Il processo, celebrato con la formula del rito abbreviato (che prevede lo sconto di un terzo della pena), ha confermato la responsabilità di C.L. per i reati di rapina, lesioni e violenza privata.
Oltre alla detenzione, il giudice ha disposto il risarcimento dei danni in favore della parte civile e l’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici.

“La sentenza odierna rende giustizia a una vittima fragile che ha subito non solo un danno fisico, ma un profondo trauma psicologico a causa di una violenza gratuita e spietata,” commentano fonti vicine alla difesa.
Mentre per C.L. è arrivata la condanna in primo grado, prosegue l’iter per gli altri soggetti coinvolti nel raid, per i quali si procederà nelle sedi competenti, inclusa la giustizia minorile per i complici non ancora maggiorenni al momento dei fatti .

