SESSA AURUNCA – Gli operai del Consorzio di Bonifica occupano la sede: oggi uniti più che mai. LE ESCLUSIVE E SCOTTANTI INTERVISTE

SESSA AURUNCA (Matilde Crolla) – L’appello, forse l’ultimo, degli operai del Consorzio Aurunco di Bonifica che questa mattina hanno deciso di iniziare l’occupazione della sede di viale delle Terme. Sono stremati, stanchi dei tira e molla di promesse, proclami da parte dei commissari che in questi anni si sono succeduti al vertice dell’Ente, dei referenti regionali che hanno fatta loro ‘la causa’ del Consorzio senza riuscire a raggiungere obiettivi risolutivi e definitivi, delle istituzioni locali che pare dormano rispetto

al rischio cui si andrà incontro se non partirà la bonifica dei canali e l’irrigazione. Due servizi primari per un territorio agricolo come quello aurunco che solo il Consorzio può gestire regolarmente. C’è chi dice che mancano i soldi, chi dice che non si può fare bonifica se non si sistemano prima gli impianti. Insomma, un rimbalzo di responsabilità. Ma nessuno riesce a capire cosa ci sia dietro e soprattutto perché non si decide una volta per tutte di liquidare il Consorzio, di chiudere i battenti mettendoci una pietra sopra e dando la possibilità a dipendenti fissi ed operai stagionali di guardarsi altrove, chi ovviamente ha ancora

l’età ‘giusta’ per trovare un’alternativa. Oggi sono tutti uniti e sono in tanti ad occupare la sede. Il loro dramma è il dramma dei colleghi fissi che il prossimo 30 aprile non saranno più presso il Consorzio Napoli-Volla, dove al momento sono stati trasferiti, ma è il dramma di un territorio che vive di agricoltura e di turismo. La chiusura del Consorzio Aurunco di Bonifica, il fallimento che sta vivendo questo

Ente è un fallimento del territorio che avrà delle conseguenze gravi in termini economici ed ambientali. Sentiamo le voci di chi chiede di essere ascoltato una volta per tutte, di chi chiede risposte. Abbiamo intervistato in esclusiva gli operai Roberto Ruotolo, Ferdinando Capozio ed il dipendente e sindacalista Emilio Forte.