SANT’ANGELO D’ALIFE – Comune, sprofondo rosso: annullate altre 9 determine: e siamo a 18!

SANT’ANGELO D’ALIFE (Francesco Mantovani) – Caos in municipio: oltre alle nove determine relative all’appalto ‘Case sparse’, il responsabile dell’ufficio tecnico ne annulla altre nove (le numero 59, 60, 61, 62, 63, 75, 79, 80, 82), relative questa volta ad alcuni incarichi di supporto all’ufficio tecnico per diversi, non meglio specificati, ambiti di azione. La circostanza, ve lo confessiamo, non ci sorprende più di tanto. Anzi, ci sembrava finanche strano che a distanza di due mesi ancora nulla fosse stato fatto per rimediare questa ulteriore brutta figura fatta dal Comune. Che questi affidamenti fossero illegittimi lo avevamo infatti ampiamente documentato lo scorso 6 aprile attraverso la pubblicazione di un articolo dal titolo ‘Ufficio tecnico, non c’è solo Rivellini: moltiplicare incarichi è proprio una prassi’ (leggi qui https://www.macronews.it/?p=38647) spiegandone in maniera dettagliata le ragioni. Ragioni che guarda caso sono le stesse che ora si leggono nella determina di settore numero 185 del 9 luglio 2022 (nella foto in basso)

con la quale il responsabile dell’utc si è deciso ad annullare un altro bel ‘pacchetto’ di atti da lui stesso redatti. Le motivazioni “rilevate” soltanto ora dagli uffici comunali, più che commentarle, preferiamo trascriverle pedissequamente così come sono contenute in determina: “le determinazioni n. 59,60,61,62 e 63, per quanto attiene la copertura finanziaria, sono in contrasto con i dispositivi previsti dal TUEL (D.LGS n. 267 del 18 Agosto 2000); le determinazioni n. 59,60,61,62 e 63, inoltre, sono state redatte in contrasto con le disposizioni normative afferenti il c.d. esercizio provvisorio di Bilancio; le determinazioni n. 59,60,61,62 e 63, riferendosi all’affidamento di servizi di ingegneria e architettura, violano il D.M. del 17/06/2016; le determinazioni n. 59,60,61,62 e 63 sono in contrasto con linee guida ANAC che disciplinano le modalità di affidamento degli incarichi tecnici a soggetti esterni; le determinazioni n. 59,60,61,62 e 63 violano il principio di rotazione degli inviti regolato dalle linee guida ANAC“. Alla luce di tutto ciò, alla luce del fatto che fino ad oggi ben diciotto determine sono state annullate, il dubbio che viene è il seguente: questa lunga serie di errori può essere davvero frutto di incompetenza? Oppure questa lunga serie di atti, revocati soltanto dopo le istanze di annullamento in autotutela presentate dal consigliere Giancarlo Campone, è stata prodotta pensando di farla franca perché tanto gli atti nessuno li legge e perciò nessuno se ne sarebbe accorto? Ora, per preservare il senso del pudore e soprattutto per rispetto nei confronti della popolazione, l’organo politico locale, invece di continuare ad inveire durante i civici consessi contro chi ha semplicemente esercitato le sue funzioni di consigliere, dovrebbe piuttosto chiedergli pubblicamente scusa visto che senza il suo intervento oggi il Comune di Sant’Angelo d’Alife avrebbe fatto pagare ai santangiolesi qualche decina di migliaia di euro affidando incarichi tecnici (sempre ai soliti) sovrapposti e illegittimi così come avrebbe perfezionato, come nulla fosse, altri affidamenti sotto soglia relativi all’appalto ‘Case sparse’ eludendo le procedure di gara previste dalla normativa nel caso specifico. Una cosa appare certa. Qualora l’organo politico non ritenesse opportuno e doveroso chiedere scusa a chi ha fatto emergere l’illegittimità di così tanti atti, non farebbe altro che confermare con il silenzio quanto lasciato intendere abbastanza chiaramente già attraverso l’uso poco istituzionale delle parole.