ORDINE DEGLI AVVOCATI – Elezioni, bufera sulle candidature. Palmirani denuncia: casi uguali, decisioni diverse

SANTA MARIA CAPUA VETERE (Francesco Mantovani) – <<Ciò che più dispiace ed amareggia è che si sarebbe potuto finalmente, dopo tante lotte, ritrovare serenità e, perché no, collaborazione tra le varie anime dell’Avvocatura indipendente ed invece, ancora una volta, il clima è stato avvelenato. La decisione di escludermi da parte della Commissione, che sicuramente il Cnf ribalterà applicando correttamente la legge elettorale, lascia tuttavia qualche dubbio soprattutto in relazione alle modalità vista l’evidente disparità di trattamento tra due candidati la cui identica posizione è stata valutata in maniera diversa>>. A pronunciare queste parole è il legale Mario Palmirani, ispiratore della lista ‘Avvocatura Libera’, a seguito della sua esclusione dalla competizione per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine forense sancita dalla Commissione. Una decisione che tuttavia lascia spazio a molti dubbi. Gli stessi che affollano in questo momento i pensieri dell’avvocato

Palmirani per il quale <<i ragionamenti da fare sono due: o la Commissione ha ammesso una candidata nella convinzione di una corretta applicazione della norma e non ha ammesso me per un mero ed evidente errore oppure su alcuni candidati, guarda caso proprio coloro che hanno dato vita ad alcune liste, è stata effettuata una verifica certosina, ma nello stesso tempo superficiale, alla ricerca del più piccolo cavillo>>.

I fatti

Mercoledì scorso l’avvocato Mario Palmirani viene dichiarato incandidabile dalla Commissione elettorale. Una decisione presa non all’unanimità ma a maggioranza (risicata di 5 a 4) nonostante pare che qualche componente abbia chiesto il rinvio al giorno successivo per approfondire la questione dal punto di vista normativo. Richiesta evidentemente rimasta inascoltata visto che la Commissione decide di andare avanti lo stesso giudicando, a maggioranza, inammissibile la candidatura di Palmirani al Consiglio dell’Ordine forense. Palmirani viene così

escluso perché, avendo svolto le funzioni di consigliere per due mandati consecutivi, sebbene il secondo non sia stato pieno, prima di candidarsi per un terzo mandato avrebbe dovuto attendere il decorso di una tornata elettorale. In realtà, però, l’art. 4 comma 3 della Legge professionale, nella parte che disciplina le elezione dei Consigli dell’Ordine prevede che esiste sì il divieto del terzo mandato dopo due consiliature consecutive, ma tale divieto trova eccezione nella sola ipotesi in cui uno dei precedenti mandati non abbia raggiunto la durata dei due anni. Ed in effetti, Palmirani, dopo un primo mandato pieno, torna a ricoprire la carica di consigliere dell’Ordine forense sammaritano dal 5 febbraio 2019 (giorno della proclamazione) fino al 29 gennaio 2021 quando per motivi

di incompatibilità politica con l’allora maggioranza rassegna le dimissioni. Un mandato – il secondo – chè è dunque chiaramente inferiore ai due anni. Nonostante la legge elettorale sia così chiara e nonostante una recente sentenza della Corte di Cassazione abbia sostanzialmente confermato quanto contenuto nella stessa legge elettorale, Palmirani viene giudicato incandidabile. Una anomalia. Anche perché nella stessa identica posizione di Palmirani si trova una collega, anche lei candidata, che avendo rivestito la carica di consigliere dell’Ordine forense per due mandati consecutivi, dei quali uno superiore e l’altro inferiore ai due anni, viene tuttavia – giustamente – ammessa dalla Commissione. Sulla base di tutte queste considerazioni, l’esponente di ‘Avvocatura Libera’ decide in prima battuta di presentare una richiesta in autotutela affinché la Commissione possa tornare sui propri passi. Nonostante l’urgenza, la Commissione però non trova il tempo per riunirsi. Ecco quindi che Palmirani decide di ricorrere al Cnf affinché quest’ultimo si pronunci nel più breve tempo possibile in via cautelativa.

L’appello

<<Sono convinto che il Cnf mi darà ragione – aggiunge Palmirani – e metterà riparo a quello che a tutti gli effetti è da considerarsi un errore macrscopico riammettendomi alla competizione elettorale anche perché se passasse questo principio anche un solo minuto trascorso in seno al Consiglio sarebbe considerato mandato pieno e a quel punto, in caso ad esempio di decesso o rinuncia di qualche consigliere, non scatterebbe più alcun seggio. Vorrei per questo tranquillizzare i colleghi, che ringrazio per avermi espresso fin da subito la loro solidarietà, che in virtù di quanto dice la legge elettorale il mio nome non potrà non figurare nuovamente nell’elenco dei candidati. Ad ogni modo, a prescindere da quella che sarà la decisione del Cnf, invito tutti i colleghi a sostenere la lista di Avvocatura Libera, un gruppo coeso e libero. Un gruppo all’interno del quale non esistono personalismi ma solo la volontà di tutelare l’intera classe forense raccogliendone le istanze per superare le fin troppe criticità che da tempo si trascinano irrisolte. Mi auguro intanto che prima che lo faccia il Cnf, la Commissione intervenga rivedendo la propria posizione anche perché chi dovrà rappresentare il Foro, chi dovrà di fatto rappresentare gli iscritti, deve essere colui il quale prenderà più voti e non certo chi rimane dopo che altri sono stati eliminati>>, conclude l’avvocato Palmirani.