SESSA A. – Sepolcro dell’800 demolito, il Tar condanna il Comune. La famiglia Mancini: giustizia è fatta

SESSA AURUNCA (Matilde Crolla) – Antico sepolcro demolito, il tribunale amministrativo regionale della Campania con sentenza numero 2003-21 ha annullato tutti gli atti amministrativi emessi dal Comune di Sessa Aurunca condannandolo unitamente alla controinteressata al pagamento delle spese processuali. “Finalmente un punto fermo sulla illegittimità del procedimento seguito dall’Ente”, dichiara

l’avvocato Edoardo Mancini, la cui famiglia era stata affidataria d’origine della concessione perpetua di un antico sepolcro risalente alla metà dell’Ottocento e presente, fino a prima della demolizione ad opera del Comune, nel cimitero di Sessa Aurunca. Ma facciamo un passo indietro per ricordare ai lettori come si è svolta l’intera

vicenda. Tutto ha avuto inizio con la revoca della concessione cimiteriale da parte del Comune di Sessa Aurunca nei confronti della famiglia dell’avvocato Edoardo Mancini (
https://www.macronews.it/?p=16620 e
https://www.macronews.it/?p=16820 ) . La tomba, dove erano seppelliti gli antenati della famiglia Mancini, tra cui le spoglie mortali di una bambina, è stata poi completamente abbattuta ed al suo posto ne è stata realizzata una ex novo affidata ad un’altra famiglia. L’avvocato Mancini ha deciso, dunque, di impugnare dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale della Campania la revoca della concessione

cimiteriale perpetua. Tra l’altro, l’avvocato Mancini aveva avanzato, senza ricevere risposta, richiesta di accesso agli atti presso l’Ente. Nel febbraio 2020 il Tar ha riconosciuto il diritto dell’avvocato Mancini ad acquisire dai competenti uffici comunali copia della documentazione relativa alla revoca della concessione. Acquisita tale documentazione la famiglia Mancini ha impugnato, sempre dinanzi al Tar, gli atti

ed i giudici amministrativi hanno emesso in via cautelare l’istanza di sospensiva di tutti gli atti amministrativi con fissazione dell’udienza di merito nel mese di febbraio 2021 condannando inoltre il Comune al rimborso delle spese legali. Nel giudizio compare anche la famiglia che ha ricevuto dal Comune la nuova concessione. Inoltre la famiglia Mancini ha sporto anche una denuncia penale

nei confronti del Comune e della nuova famiglia affidataria per rimozione di resti. La sentenza del Tar di Napoli, dunque, ammette l’errore commesso dal Comune di Sessa Aurunca. “Giustizia è fatta”, esulta la famiglia Mancini. Anche se viene da chiedersi: come potrà il Comune ripristinare lo stato dei luoghi? Come ‘rimettere in piedi’ un antico sepolcro dell’800?