IL CASO – Blitz dei NAS nelle guardie mediche, Maio (FIMMG): «Una verità che denunciamo da anni»

IL CASO – «La situazione rilevata dai Carabinieri del NAS nelle sedi di continuità assistenziale non ci stupisce, anzi, sono anni che denunciamo tutte le carenze che oggi trovano riscontro. Ritengo che a questo punto sia necessario un incontro urgente con il Ministro Roberto Speranza per affrontare e superare i problemi in maniera unitaria e con soluzioni che non possono essere parcellari e legate a singoli contesti». Tommasa Maio, segretario nazionale di FIMMG Continuità Assistenziale, commenta con amara consapevolezza quanto emerso al termine del blitz nazionale che ha rilevato irregolarità in 390 sedi in tutta Italia (1 su 4). Irregolarità che FIMMG Continuità Assistenziale ha più volte denunciato a tutti i livelli: provinciale, regionale e nazionale, anche con report molto dettagliati, e che spingono FIMMG a chiedere un

incontro ad horas con il titolare del dicastero della Salute. «Il tema delle carenze legate alla continuità assistenziale – ricorda Maio – è un tema che mette a rischio la salute. Nell’ormai inveterata indifferenza di chi avrebbe la responsabilità di garantire la sicurezza per i professionisti e i cittadini, mancano anche in epoca Covid i più elementari sistemi di sicurezza. È a rischio la sopravvivenza stessa di un sistema vitale per l’assistenza, sul quale non si è voluto investire. La precarietà dei luoghi e delle condizioni di lavoro, inoltre, allontanano i medici da questa scelta professionale. Nel più alto interesse della salute pubblica, queste carenze ora vanno affrontate e risolte». Altri temi che dovranno essere affrontati, già sollevati più volte da FIMMG Continuità Assistenziale per voce di Tommasa Maio, sono quelli della sicurezza dei sanitari sotto il profilo delle aggressioni e dell’inadeguatezza degli ambienti di lavoro. «È necessario – conclude il segretario nazionale Maio – che si

mettano in campo tutte le azioni atte a garantire un contrasto reale dei fenomeni di aggressione ai danni dei medici. Servono procedure e tecnologie che possano garantire una riconoscibilità di quanti accedono al servizio ed è essenziale che gli ambienti di lavoro rispettino i requisiti minimi previsti dalla legge per la tutela della salute ma, più in generale, bisogna ripensare il modello organizzativo nell’ottica di una continuità assistenziale che sappia valorizzare la professionalità e l’indipendenza operativa dei medici convenzionati nel quadro di una efficiente organizzazione. Non ci stupisce purtroppo quanto è emerso dal blitz e riteniamo nostro dovere andare avanti affinché queste denunce non cadano nel vuoto. Siamo certi che il ministro Speranza, come ha dimostrato sino ad oggi, saprà accogliere le istanze della categoria, attribuendo la giusta importanza alla questione».