SANT’ANGELO D’ALIFE – Coronavirus, non si spezza la catena dei contagi: Campone chiede screening su tutta la popolazione

SANT’ANGELO D’ALIFE (Francesco Mantovani) – <<Sono convinto che se domani mattina facessimo un controllo su tutta la popolazione i casi positivi sarebbero più di quelli che possiamo immaginare>>. Queste parole, pronunciate dal sindaco Michele Caporaso nel corso di una intervista recentemente rilasciata ad una testata locale, tratteggiano in maniera netta tutta la difficoltà che da qualche tempo si riscontra in paese a spezzare la catena dei contagi. Un concetto, quello espresso da Caporaso, rafforzato dal pensiero secondo cui <<quando c’è una emorragia bisogna tamponarla velocemente. Nella nostra comunità – ha aggiunto il sindaco – quello che sta accadendo mi preoccupa e mi preoccupa ancor più quello che potrebbe accadere>>. Per la fascia tricolore di Sant’Angelo d’Alife <<il fatto che ci siano anche bambini coinvolti, peraltro nella maggior parte asintomatici, non significa che il pericolo vada preso sotto gamba>>. Nel pronunciare queste parole all’indomani dei nuovi casi di positività al coronavirus registrati nelle scuole, Caporaso ha sostanzialmente fatto emergere quella che molto probabilmente è una verità di fondo dalla quale non si può prescindere, in particolar modo proprio ora che la terza ondata di contagi non è più solo una possibilità. Se nelle scuole emergono casi di alunni positivi al coronavirus è solo perché lì ci sono maggiori controlli. Il vero problema – ha evidenziato il sindaco – è il <<prima e il dopo>>. Ossia fuori dalla scuola. Inutile dire che quanto affermato dal

primo cittadino lascia pochi spazi ad eventuali interpretazioni. L’analisi tuttavia se da un lato non lascia dubbi sulla genunità delle affermazioni dall’altro evidenzia come mai come in questo momento ci sia bisogno di mettere in campo azioni concrete atte a spezzare la catena dei contagi. Sul punto interviene l’ex presidente del consiglio Giancarlo Campone che, dopo aver ascoltato le parole del sindaco Caporaso, propone di recuperare subito fondi comunali al fine di avviare una campagna di screening con test antigenici in paese. L’unico modo ora come ora per dar seguito con i fatti a quanto affermato dalla fascia tricolore. <<La campagna di screening con test antigenici che propongo – sostiene Campone – ha la finalità di arrivare con delle fasi sequenziali a un azzeramento della circolazione virale in Sant’Angelo d’Alife in un tempo che sia ragionevolmente breve. Si tratta di un progetto che ha bisogno per funzionare, oltre che della parte tecnico-scientifica, di un grande coinvolgimento e di una responsabilizzazione di tutta la comunità e delle istituzioni presenti in loco. I test antigenici hanno una limitazione, come è noto, che è dovuta al fatto che non hanno la stessa sensibilità dei test molecolari. E questa è la ragione per cui ad un primo screening con un test rapido antigenico seguirà in caso di positività un test molecolare al fine di interrompere definitivamente la catena di trasmissione e anticipare la terza ondata evitando non solo l’aumento dei contagi ma anche e soprattutto il decesso delle persone più fragili della comunità>>, conclude il consiglioere comunale.