PIETRAMELARA – Canoni idrici, Palumbo a Di Fruscio: “ancora una volta manchi di chiarezza”. Ecco perché

PIETRAMELARA – <<L’Amministrazione Di Fruscio ci ha preso gusto….ormai è chiaro! Dopo lo strano caso della Responsabile dell’Ufficio finanziario il cui rapporto di lavoro con l’Ente veniva regolarizzato “ora per allora”, dopo le strane  pec che  arrivano al  Comune ma restano “ ammantate da un alone di mistero”, in questi giorni è la volta dei “ solleciti- Costituzione in mora- canoni idrici”. I contribuenti pietramelaresi, infatti, stanno ricevendo la notifica dei detti atti a ridosso  delle imminenti festività. Non ci sarebbe nulla di così eccezionale se, anche questa volta, l’amministrazione non avesse  “ammantato di mistero” la sua azione, attesa la  molteplicità di “incognite” che si frappongono tra il richiesto, il dovuto ed il reale. Appare evidente che l’amministrazione, silente per oltre tre anni dal proprio insediamento,  ha esordito per la prima volta con il contribuente  con un atto tipico del procedimento di riscossione. La costituzione in mora in questione, infatti,  lungi dall’essere un invito bonario fissa, in mancanza della prova del pregresso  pagamento o del pagamento attuale o di una eventuale opposizione, l’inizio di un procedimento di riscossione che potrebbe concretizzarsi in un pignoramento, un fermo amministrativo ecc. Invero, in materia ed in ragione dei numerosi

interventi statali susseguiti sul punto nel corso degli anni,  il sollecito risulta atto di diverso dall’atto di costituzione in mora ma, “stranamente”, nel nostro comune, in cui, ripetesi,  il mistero è d’obbligo,   i due si frappongono per diventare un tutt’uno. Un’amministrazione equilibrata,  attenta e trasparente, infatti, avrebbe dovuto sollecitare dapprima bonariamente i cittadini e solo nell’infruttuosità avrebbe dovuto inviare l’avviso di mora a cui sono connessi gli effetti della riscossione coattiva. A tanto si aggiunga che il detto atto, lungi dal  rappresentare l’espressione della trasparenza amministrativa, rappresenta l’espressione di una ingiustificabile  confusione gestionale. Gli atti di costituzione in mora sono mancanti di tutti gli elementi idonei  a rendere edotto il cittadino di ciò che gli si sta chiedendo, mancano di un chiaro riferimento  temporale  e, cosa più grave di tutte, rendono “ definitivi” crediti che tali non sembrerebbero atteso che le somme richieste e riferite ai periodi di cui a molte della fatture, erano “ presuntivi” cioè  determinate sulla scorta dei consumi storici del contribuente a cui, a seguito di una obbligatoria lettura sarebbe, poi, stato  effettuato il conguaglio. Ebbene: l’amministrazione Di Fruscio ha reso definitivo un credito inesigibile poiché mancante dell’elemento fondamentale della certezza. Egregio Sindaco, questo non è rispetto per i cittadini, questo non è  

consono a chi proclama  di governare come un buon padre di famiglia. Non è contestabile che ha scaricato la sua inefficienza amministrativa, la sua inottemperanza, i suoi ritardi, i suoi mancati controlli,  sul povero contribuente che si deve affannare  a capire,  a  cercare e  se a tanto non riesce in modo fruttuoso ed in tempi ristretti a causa del “Sollecito- costituzione in mora” , a pagare somme  di cui  non ha certezze.  Da ultimo, ma non certo  in termini di importanza, bisogna ricordare che il Comune, al fine di ottimizzare la riscossione ha esternalizzato il servizio, affidando l’incarico ad una società esterna ed assumendosi l’impegno di una considerevole spesa giustificata, a suo dire,  da una presunta migliore efficienza rispetto alla gestione interna. Ebbene, fin ora questo risultato non appare raggiunto se si considera, tra l’altro, che gli atti di costituzione in mora sono stati inviati indiscriminatamente a tutti  senza alcun necessario  elementare controllo pur solo limitato all’esistenza in vita del contribuente…anche i defunti sono stati  costituiti in mora!!! Sconcerta che le spese sono sostenute   con i soldi dei medesimi  contribuenti che  oggi stanno “ faticando” per ricevere quello che gli  spetta di diritto:  LA CHIAREZZA>>.  Questa la nota a firma della consigliera comunale Loredana Palumbo.