IL CASO – Coronavirus, l’economia chiama e il virus arretra: ma qualcosa non torna

ROMA (Francesco Mantovani) – Quanto è vantaggioso per i governanti in generale tutelare la salute dei più deboli? Un dubbio che sembra trascinarsene dietro un altro ancora più drammatico. Tra salute e soldi è realmente la prima ad aver la priorità? Così non sembra. E l’esplosione dell’epidemia da coronavirus su scala mondiale non ha fatto altro che acuire ancor più quel senso di smarrimento già implicito nello stesso quesito. Appare ormai chiaro a tutti che in prossimità di alcuni periodi caldi per l’economia, come per magia, per passare da ‘alto rischio’ a ‘basso rischio’ basta un attimo. Molte persone infatti dopo 21 giorni dalla positività e da almeno sette senza sintomi (spesso su dichiarazione dello stesso paziente) escono dall’isolamento ancora positivi scomparendo di fatto dai report Asl degli attuali positivi. Per quale ragione? Con un pizzico di malizia si potrebbe pensare su due piedi che sia poco vantaggioso per l’INPS pagare malattie lunghe oltre il mese. Allora ecco che dal Governo tirano subito fuori dal cilindro uno studio ‘ad hoc’ per giustificare il decreto del ministero

della salute attraverso cui ci dicono che “dopo 21 giorni la carica virale non è contagiosa”. Ma se, usciti dall’isolamento dopo il ventunesimo giorno e spariti dai report delle aziende sanitarie locali, poi si dovesse morire, di che tipo di decesso si parlerà. E soprattutto, se se ne parlerà? Nel frattempo, nonostante ancora manchi una terapia miracolosa e con una Italia soggetta a restrizioni a macchia di leopardo che nulla hanno a che vedere con il lockdown di qualche mese fa, sempre per magia negli ultimi dieci giorni l’RT cala al di sotto di 1 e il rapporto tra tamponi effettuati e nuovi positivi scende sotto il 10%. Perché preoccuparsi allora? Eppure qualcuno che si preoccupa c’è. Parliamo di quelle persone che continuano a pensare che è sempre il denaro a dettare le leggi. Le stesse persone per le quali, al di là dei colori variabili con i quali si è dipinto lo ‘Stivale’, il primo obiettivo continua ad essere quello di proteggere i loro cari, in particolare quelli più anziani. Uomini e donne che nel loro piccolo contribuiscono a scongiurare la possibilità che allo spumante e al panettone segua l’inizio di una terza e più terribile ondata di contagi. E allora sì che per riuscire a trovare un equilibrio tra salute ed economia ai governanti resteranno margini di manovra ben più ridotti. Anche perché, alla voce deceduti per coronavirus il primato europeo è ancora tutto italiano.