PRATA SANNITA – Parco, un ‘Protocollo’ per proteggere il territorio dagli interessi delle mafie: la lezione di Antoci in San Pancrazio

PRATA SANNITA (Francesco Mantovani) – “Un eroe dei nostri tempi”. Così lo definiva qualche tempo fa lo scrittore Andrea Camilleri. Parliamo di Giuseppe Antoci, presidente del Parco del Nebrodi nel quinquennio 2013-2018, arrivato a Prata Sannita l’altro ieri per la presentazione della sua ultima opera letteraria ‘La mafia dei pascoli‘ scritto a quattro mani con il giornalista Nuccio Anselmo. L’evento, organizzato e voluto fortemente dal parroco don Arnaldo Ricciuto, si è tenuto presso la parrocchia San Pancrazio. Antoci, già presidente del Parco del Nebrodi oltre che presidente onorario della della Fondazione Caponnetto, nel 2014 introdusse nel Parco un protocollo per l’assegnazione degli affitti dei terreni che prevede la presentazione del certificato antimafia anche per quelli di valore inferiore a 150mila euro. “Milioni di euro – scrive Gian Antonio Stella nella prefazione del libro – guadagnati per anni in silenzio da Cosa nostra. Un business ‘legale’ e inesplorato. Boss che riuscivano inspiegabilmente ad affittare tanti ettari di terreno nel Parco dei Nebrodi, in Sicilia, terrorizzando allevatori e agricoltori onesti, li lasciavano incolti e incassavano i contributi dell’Unione Europea perfino attraverso ‘regolari’ bonifici bancari“. Una macchina da soldi che agiva indisturbata nell’indifferenza

delle istiruzioni. “Fino a quando in quei boschi meravigliosi e unici al mondo – riprende Stella – non è arrivato Giuseppe Antoci, che è riuscito a spazzare via la mafia dal Parco realizzando un protocollo di legalità che poi è diventato legge dello Stato ed oggi è applicato in tutta Italia”. Il “Protocollo”, diventato noto come il “Protocollo Antoci“, fu un atto così rivoluzionario da scatenare la reazione di Cosa Nostra che l’8 maggio 2016 pianificò un attentato per uccidere il presidente del Parco. Fu soltanto grazie all’auto blindata e all’intervento della scorta che il presidente del Parco del Nebrodi ne uscì illeso. <<Il protocollo di sicurezza “Antoci” è e rimane un contributo tecnico prezioso per il contrato e la lotta alla mafia che in Sicilia era riuscita ad entrare nel business dei fondi comunitari in agricoltura – afferma il sindaco Damiano De Rosa, presente al tavolo dei relatori l’altro ieri pomeriggio -. Le organizzazioni criminali – prosegue – sono attratte da tutte le opportunità economiche e osservano con attenzione tutti i flussi economici rilevanti. Per fortuna nelle nostre zone

non abbiamo di questi problemi ma è bene e prudente, soprattutto in vista della istituzione del parco Nazionale del Matese, avere conoscenza e contezza di strumenti di tutela preventiva che possano mettere al riparo da eventuali e non a priori escludibili interessamenti nel settore agricolo / forestale da parte di organizzazioni criminali locali>>. Il primo cittadino De Rosa, che ha invitato il presidente Antoci a parlare ai tanti giovani presenti all’evento per raccontare come l’attentato ha cambiato la vita sua e della sua famiglia, nel nome di quella legalità e credibilità che tutte le istituzioni devono sempre mettere al primo posto, ha ringraziato, oltre all’autore del volume, anche e soprattutto Don Arnaldo

Ricciuto per <<l’impeccabile organizzazione dell’evento di altissimo livello culturale. Un doveroso ringraziamento – conclude De Rosa – va anche all’amico giornalista RAI Giovanni Mancinone per come ha moderato, con sensibilità e vivacità l’interessante dibattito e a tutti i miei concittadini che con la loro partecipazione hanno arricchito l’evento>>.