PIEDIMONTE MATESE – Ospedale, paga ticket per una visita programmata ma la dottoressa è impegnata in sala operatoria: scatta il reclamo

PIEDIMONTE MATESE (Francesco Mantovani) – <<Può un ginecologo dell’ospedale di Piedimonte Matese espletare reparto/sala operatoria contemporaneamente all’attività ambulatoriale e, in caso di intervento urgente, può abbandonare l’ambulatorio e non espletare più le visite ambulatoriali il cui ticket i cittadini già hanno pagato?>>. E’ il quesito che una cittadina di Castello del Matese – M.D. – pone ai vertici dell’azienda sanitaria pedemontana. Tutto messo nero su bianco e contenuto in una dettagliata nota attraverso la quale la donna espone quanto accaduto la mattina dello scorso 10 luglio. Una vicenda che la stessa protagonista non esita a definire <<assurda>> e dalla quale emerge l’anomalia di un sistema le cui contraddizioni finiscono inevitabilmente per ripercuotersi sui cittadini.

I fatti

Trentacinque minuti. E’ il lasso di tempo trascorso dal momento in cui la donna paga il ticket (ore 10,10) a quello in cui le viene comunicato che la visita, programmata per le ore 11, non sarà

più espletata (ore 10,45). Una circostanza così paradossale da essere accolta con incredulità non solo dalla diretta interessata <<ma anche da alcuni operatori all’ingresso del poliambulatorio – si legge nella nota di reclamo presentata questa mattina dalla donna in ospedale -, i quali manifestavano le loro perplessità in merito alla impossibilità della dottoressa di turno ad espletare in contemporanea sia le visite ambulatoriali prenotate per quel giorno sia un taglio cesareo programmato>>. In pratica, nonostante la signora avesse già pagato il ticket, l’esame citologico cervico vaginale (Pap Test) veniva cancellato poiché la dottoressa di turno in ambulatorio nello stesso orario in cui era stata programmata

la visita doveva essere presente in sala operatoria per un taglio cesareo. A quel punto, M.D faceva presente che <<la visita era stata prenotata per quel giorno e per quell’ora e che se la dottoressa doveva essere in reparto o reperibile in sala operatoria per eventuali urgenze non avrebbe dovuto essere anche in ambulatorio>>. Ribadiva, in poche parole, quale suo diritto <<che la visita già pagata all’accettazione venisse espletata da un ginecologo della struttura>>. Richiesta non solo inspiegabilmente inevasa ma anche rigettata con modi neanche troppo gentili. Lo scrive, nel reclamo presentato stamattina, la stessa protagonista di una vicenda assurda e per certi versi grottesca.