SANT’ANGELO D’ALIFE – Caos poste, Campone a Caporaso: “come Ponzio Pilato scarichi le responsabilità sui cittadini”

SANT’ANGELO D’ALIFE (fm) – Caos poste: Campone a Caporaso: dove sta l’intervento del Comune se alla fine, ancora una volta, debbono essere i cittadini a doversi adoperare? Questo il senso dell’intervento del consigliere indipendente che torna sulla problematica replicando al sindaco con queste parole:

<<La decisione di abbandonare la maggioranza, con la quale fui felice di averne fatto parte e di essere stato poi eletto, porta con sé la inevitabile consapevolezza di dover affrontare degli attacchi politici, a volte anche duri, ma questo ci sta. Ciò che non ti aspetti però sono quelli gratuiti! Ritengo essere una persona civile ed equilibrata e come tale mi sono comportato nell’intento di buttare giù quattro righe sulla problematica che affligge molti cittadini in merito alla consegna della posta nel paese e limitandomi soltanto a ritenere auspicabile l’intervento del sindaco avendo cura di specificare che alcun potere spetta all’Ente Comunale verso una azienda privata quale è Poste Italiane. Ma ahimè, ciò non

è bastato ad evitare una risposta così sproporzionata nei toni che trascendono dalla concreta risoluzione di una problematica cittadina tanto grave. Sono contestualmente desolato di non riuscire ad esprimermi con un linguaggio adeguato a certi livelli culturali a me sconosciuti, ma, meglio cosi, non corro il rischio che qualcuno si offenda. Ma procediamo con ordine: mi si definisce con il termine di “scontento”, ma scontento di cosa?! No ho mai chiesto nulla, neanche i voti! Però ora sono curioso di saperlo, ma vi posso già assicurare che da alcuni mesi il mio indice di felicita “ politica”, sfiora picchi mai raggiunti. Ma per favore, illuminatemi! Mi si definisce come in cerca di una “briciola di visibilità”, alquanto singolare questo modo di porsi e di esprimersi, direi tipico di chi non concede nulla agli altri, insomma dei capi e non dei leader, peraltro, uno dei motivi che ha determinato la mia scelta. Poco importa, non ho certo bisogno

di accontentarmi delle briciole, non mi serve, senza offesa, ma so farmi voler bene e mi prendo tutta la pagnotta! Forse è qualcun altro che ricerca disperatamente la visibilità al punto da far stampare dei manifesti nello stesso giorno in cui appare il mio articolo: casualità! Ed è proprio di quel manifesto che bisogna parlare per analizzarlo e tentare di comprendere un altro “acuto capitolo amministrativo” scritto dai miei ex compagni di viaggio e sarà mia cura offrire ai cittadini santangiolesi una spiegazione dettagliata per meglio apprendere ciò che di concreto è stato fatto. Come già anticipato nel mio precedente intervento, Poste Italiane attribuisce la mancata consegna della corrispondenza alla assenza dei riferimenti domiciliari (cassetta della posta, numero civico, criteri di individuazione dell’utente in generale) presso le private abitazioni. In effetti, a ben vedere, su questo punto l’amministrazione comunale va

anche ringraziata, perché se prima era solo un sentito dire, oggi è stato messo nero su bianco. Ebbene, a mio modo di vedere, nient’altro che una scusante altrimenti non si spiega perché alla stragrande maggioranza di utenti che hanno i riferimenti domiciliari in regola la posta non viene comunque consegnata. Peraltro, andando a memoria, di tali disfunzioni non vi è stata mai traccia, magari pur verificandosi venivano risolte in tempi rapidi senza alcun aggravio per gli utenti del servizio. Basta ricordare i tempi in cui vi era il postino del paese, che, come l’allora medico di base, conosceva tutto e tutti, si adoperava alla consegna in ogni zona del paese e magari ti chiedeva pure se poteva raccogliere qualche frutto di stagione. Ma i tempi cambiano e con essi le politiche aziendali, così Poste Italiane, per sua scelta, quanto meno discutibile, di dislocazione del personale, ha rinunciato a tutto questo, lasciando i piccoli paesini senza copertura distributiva. Ma tornando ai fatti, secondo quanto afferma il sindaco, per ovviare a tale problematica, Poste Italiane congiuntamente all’amministrazione comunale, invita la cittadinanza ad adoperarsi per meglio indicare i

numeri civici, di apporre le cassette della posta e addirittura ad accertarsi che gli abituali interlocutori ( Es. Enel energia, Telecom, Sky ecc..) siano in possesso del corretto riferimento domiciliare. Ebbene qualcosa non torna! Poste Italiane S.p.A. è una società per azioni quotata in borsa, con all’attivo milioni di euro e che ha come attività sociale quella della distribuzione della corrispondenza, da qui appunto il nome “Poste” e addossa agli utenti la mancata consegna che invece dovrebbe svolgere per Statuto e Atto Costitutivo? A questo punto è lecito chiedersi dove è questo intervento del Comune se alla fine, ancora una volta, debbono essere i cittadini a doversi adoperare; dove sono questi fatti che dovrebbero tutelare il cittadino e non creare ulteriori vessazioni ed aggiungere al danno pure la beffa; perché non ricordare a Poste Italiane quali sono i suoi compiti e porla di fronte alle proprie responsabilità invece di lavarsene le mani alla stregua di un moderno Ponzio Pilato. Il compito di un amministratore è proprio questo, ed il sottoscritto, da consigliere comunale eletto dai cittadini, li tutelerà sempre nel miglior modo possibile>>.