AILANO – Medico di base, le inadempienze di Asl e Regione: cosa c’entra il sindaco?

AILANO (Francesco Mantovani) – Medico di base in pensione: le inadempienze di Asl e Regione Campania e gli ingiusti attacchi al sindaco Vincenzo Lanzone. Al di là della polemica politica (che davvero non ci riguarda), va detto innanzitutto a chiare lettere che sulla questione del medico di base un sindaco non ha alcun compito. Quando nasce una carenza, infatti, tempestivamente l’Asl dovrebbe informare tramite comunicazione scritta la Regione affinché tra i 4mila medici in graduatoria uno di loro possa ricoprirla. Ma tutto ciò non accade e a volte si preferisce aumentare in modo non idoneo i pazienti in carico ai medici già presenti piuttosto che pubblicare la carenza che garantisce anche una assistenza più efficiente. L’Asl in sostanza sembra preferire aumentare i massimali dei medici presenti invece di comunicare carenze arrecando un danno sia in termini di assistenza ai cittadini sia

ai tanti medici che attendono lo scorrimento della graduatoria. E in Campania è la più lunga d’Italia con ben 4mila medici in attesa di lavorare. Molti dei quali sono costretti ad emigrare al Nord. I medici che stanno lavorando fuori Regione e che hanno maturato gli anni per trasferirsi risultano essere altamente penalizzati non potendo organizzare la propria vita professionale e familiare, senza certezze per un futuro stabile nella propria Regione, sempre in attesa. In tanti poi hanno deciso di restare al nord. L’impressione è che in Campania creare emergenze sia un esercizio quasi irrinunciabile. Il problema è tanto grande che lo scorso maggio, davanti al Centro Direzionale di Napoli, tantissimi medici “senza carriera” sono scesi in piazza per denunciare le inadempienze della Regione. La convenzione di Medicina Generale si suddivide in Continuità assistenziale (ex guardia medica) ed assistenza

primaria (medico di famiglia). Tali convezioni si acquisicono, sancite dall’ACN, quando vengono banditi gli ambiti carenti dalla Regione: in teoria 2due volte l’anno (dal 2019 una sola volta). Ma in Campania non sono mai stati banditi due volte l’anno e cosa ancora più assurda vengono sempre pubblicati in ritardo. Il risultato che si ottiene è devastante: carriere bloccate e precariato permanente dei medici. Creando stati d’emergenza e valicando le regole poi, si creano inevitabilmente le condizioni per il “particolare”. Tornando alla questione Ailano, ora l’Asl può solo invitare i pazienti a scegliere tra i medici presenti; se un medico viene scelto da 500 cittadini ailanesi deve espletare alcuni giorni a settimana ambulatorio ad Ailano. Il sindaco Lanzone ha pensato in questo modo di indicare un medico già presente come la Brancazio, che tuttavia difficilmente riuscirà a coprire in toto i pazienti del dottor Seneca. Se restano pochi pazienti, un altro medico può non aprire l’ambulatorio ad Ailano. Morale della favola: i medici (quelli baciati dalla fortuna) guadagneranno sempre di più e alcuni pazienti come quelli di Valle Agricola e quelli che non riescono a rientrare con la Brancazio devono necessariamente spostarsi. Infine, va detto anche che i futuri pensionamenti si conoscono già e fra non molto anche i paesi limitrofi dovranno affrontare la stessa identica emergenza. Già annunciata se l’Asl non provvederà a comunicare le carenze.