SAN GREGORIO MATESE – Parco Nazionale, in un documento tutte le osservazioni e le proposte del gruppo ‘CivicaMente’

SAN GREGORIO MATESE (Francesco Mantovani) – Zonazione Parco Nazionale: tutte le osservazioni del gruppo ‘CivicaMente’ raccolte in un documento presentato in occasione dell’ultimo incontro informativo tenutosi a San Gregorio Matese. Un documento che, nelle intenzioni della minoranza, capeggiata da Teodolinda Stocchetti, sarà presto sottoposto all’esame del Consiglio. L’obiettivo è quello di inviare successivamente la delibera al Ministero. Con l’approvazione del Decreto del Presidente della Repubblica, che avverrà prossimamente, nell’area ricadente nel perimetro del parco scatteranno le temporanee clausole di salvaguardia che prevedono la divisione del territorio interessato in tre zone che saranno regolamentate dalla Disciplina di Tutela. Le tre zone saranno:

– Zona 1, di rilevante interesse naturalistico, paesaggistico, agricolo e/o storico culturale, con inesistente o minimo grado di antropizzazione (Individuata con colore verde);

– Zona 2, di valore naturalistico, paesaggistico, agricolo e/o storico culturale, con limitato grado di antropizzazione (Individuata con colore giallo);

– Zona 3, di valore paesaggistico e/o storico culturale, di connessione ecologica, con elevato grado di antropizzazione (Individuato con colore Rosso).

<<L’attuale bozza di perimetrazione – si legge nel documento a firma di teodolinda Stocchetti – prevede che l’intero territorio ricade nell’area Parco ed il Comune di San Gregorio Matese ed è il terzo in ordine di estensione rientrate nel Parco Nazionale. La zonazione individua le seguenti aree: il centro abitato in Zona 3 (rossa); tutta l’area circostante al centro urbano in Zona 2 (gialla); i due versanti sud e

nord lungo il crinale che va dal passo di Prete Morto, monte Maio, Monte Raspato, Monte Pranzaturo, Serra di Valle Longa, Camporotondo, Valle Janara, Campo Braca in Zona 1 che inoltre si estendelungo il versante nord dal Passo di Prete Morto sino alla Palazzina Enel comprendendo anche sulla sponda sud del lago, sull’alveo del lago fino a Monterone (praticamente quasi tutto lo specchio d’acqua del lago), lungo il versante sud dalla costa di Montorfano sino alla località Macchialonga prosegundo poi verso Camporuccio;

la sponda nord del lago che va dalla contrada Acqua di Santa Maria, loc. Cola, Loc. Monterone, Chiesa di San Michele, e si allarga nel Ritorto, Loc. Tresoro, Colle San Michele, Serra delle Macchietelle, Sprecavitelli sino ai confini con il Comune di Letino in Zona 2 (gialla);

Il versante nord del crinale che fa da confine con la Regione Molise e che va dal Pianellone, pendici del monte Gallinola, valle dell’Esule, Colle del Monaco, Campo dell’Acero in Zona 1 (verde)>>.

<<Tale zonazione – scrive Stocchetti – è fortemente penalizzante per l’intero territorio del Comune di San Gregorio Matese, non tiene conto delle realtà esistenti e paralizza completamente

l’economia già difficile del territorio. Non vengono tutelati gli agricoltori e gli allevatori del territorio ed al contempo la zonazione e la relativa normativa sono in contrasto con le attività delle imprese agricole, agrituristiche e zootecniche>>.

Nello specifico, <<il lago e la piana del lago oltre ad essere un’area preziosissima per la pastorizia locale, durante il periodo estivo diventa meta di turisti che alimentano l’economia del paese>> sostiene il capogruppo di minoranza. Che continua: <<Prevedere che la Zona 1 per l’area descritta al precedente capo c. scende lungo il crinale nord inglobando il lago lungo la sponda prospiciente fino quasi alla sponda opposta, inibisce la possibilità di uno sviluppo turistico e di recupero sostenibile delle economie che vengono a perdersi con l’attuazione del Parco. In questo scenario viene inglobata anche la Strada Provinciale SP 181 (Matese – Lago Matese) importante arteria di collegamento per i paesi dell’alto Matese ed anche collegamento tra questi e il Matese Molisano e Beneventano. E’ evidente che lo studio effettuato dall’ISPRA senza un adeguato confronto con le realtà locali

e la conoscenza diretta del territorio ha indotto ad un errore di valutazione anche dal punto di vista naturalistico ambientale in quanto:

la strada provinciale, già sufficientemente trafficata, non si sposa sicuramente con la Zona 1 che già in premessa dovrebbe essere “di rilevante interesse naturalistico, paesaggistico, agricolo e/o storico culturale, con inesistente o minimo grado di antropizzazione”; – lungo detta strada a partire dal Passo di Prete Morto (Miralago) esistono già delle piccole attività di ricezione turistica che con l’attuazione del parco dovrebbero subire uno sviluppo ed i vincoli derivanti dalla Zona 1 non permetterebbero>>.

<<La direttrice della strada Provinciale SP 181 (Matese – Lago Matese) dal Passo di Prete Morto sino al territorio del Comune limitrofo di Letino è l’unica possibilità che ha il territorio di San Gregorio Matese per immaginare uno sviluppo economico e turistico, considerato anche che le restanti aree vicine al lago Matese, ricadenti in Zona 2, sono individuate dal Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico dell’Autorità di Bacino LiriGarigliano e Volturno in Area a rischio idrogeologico molto elevato (R4) soggetta ad inedificabilità assoluta. Considerato quanto esposto si propone di individuare lungo la Strada Provinciale SP181 (Matese – Lago Matese) dal Passo di Prete Morto fino alla località

Spina una area da inserire come Zona 3 (rossa), in questa fascia potranno adeguarsi e/o svilupparsi le attività ricettive per il pubblico ed al contempo realizzarsi i servizi primari di accoglienza, in particolar modo i parcheggi per i turisti che voglio accedere all’area lacuale. Si ritiene comunque opportuno considerare la zonazione vigente relativa al Parco Regionale del Matese già prevede intorno al lago e lungo questa direttrice la “Zona C – Area di riserva controllata”, normativamente molto simile alla Zona 3 (parco Nazionale) nella quale è possibile realizzare quanto previsto dagli strumenti urbanistici comunali>>.

Per ciò che attiene l’agricoltura – scrive poi Stochetti – <<è una delle fonti principali di lavoro, di identità del territorio ed in particolare per la popolazione di San Gregorio Matese è l’unica fonte di reddito e deve continuare ad essere una delle principali fonti di lavoro, di identità e di reddito. Contestualmente all’emanazione del decreto Istitutivo del Parco Nazionale del Matese scatteranno le norme di salvaguardia. Queste, così come proposte, metteranno il nostro territorio dentro una sfera di cristallo dalla quale non sarà più possibile uscire fino all’approvazione del Piano Parco. Il Piano Parco sarà introdotto successivamente analizzando e valutando delle norme (forse) meno impattanti e sicuramente in sintonia con il territorio. Abbiamo esperienza che l’attuale Parco Regionale del Matese istituito con Legge Regionale n. 33 del 1933 da 26 anni non possiede ancora un Piano Parco e da allora con le l’applicazione delle norme di salvaguardia del Parco Regionale i nostri agricoltori sono visti come potenziali trasgressori e sono perseguitati da impedimenti di ogni genere. Riteniamo, purtroppo, che tale evento ha contribuito non poco all’abbandono delle terre ed allo spopolamento ed impoverimento del nostro territorio. Le disposizioni di “Disciplina e tutela del Parco Nazionale” diventeranno quindi le norme di salvaguardia dal momento in cui sarà istituito il Parco Nazionale e da allora gli allevatori dovranno fare domanda al Parco anche solo per operare la normale manutenzione di un ricovero bestiame, di un recinto o della strada di accesso all’azienda. E’ necessaria una revisione generale delle norme di “Disciplina di tutela del Parco Nazionale” affinché non diventino uno strumento ulteriormente impattante sulle attività agricole ed in particolare per il territorio di San Gregorio Matese che, come ampiamente enunciato, già vive una sovrapposizione di vincoli. E’ nostra opinione che le norme di salvaguardia dovranno permettere l’insediamento di nuove aziende agricole e lo sviluppo in termini imprenditoriali delle aziende agricole esistenti. Questo – conclude – sarà possibile solo attraverso una revisione delle norme di “Disciplina di tutela del Parco Nazionale” e prevedendo privilegi per le aziende agricole esistenti e futura realizzazione>>.