SESSA AURUNCA – Sit in all’ospedale, chiude l’ambulatorio di Ginecologia: ma è il male minore. ECCO LE RAGIONI

SESSA AURUNCA (Matilde Crolla) – Mamme in dolce attesa, rappresentanti di ‘Generazione Aurunca’ e Comitato ‘San Rocco Bene Comune’ uniti per manifestare contro la decisione della direzione generale dell’Asl Ce2 di sospendere momentaneamente, fino al 30 settembre, il servizio ambulatoriale presso il Reparto di Ostetricia e Ginecologia del nosocomio sessano. Una delegazione di pazienti, alcune con mariti e figli al seguito, ha partecipato ad un corteo, una marcia silenziosa, partito da piazza XX Settembre, snodatosi lungo le strade principali della città, fino a raggiungere l’ospedale San Rocco

dove ha sostato al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto all’ennesimo disagio che si sta consumando sul territorio aurunco. “La salute non può andare in vacanza”, è stato il motto della manifestazione. Ma a cosa è dovuta questa decisione tanto polemizzata? La chiusura dell’ambulatorio di Ginecologia è un provvedimento determinato dalla carenza di personale presso il reparto. Tale carenza poteva determinare o la chiusura dell’ambulatorio o quella del reparto stesso. I vertici Asl, dunque, hanno pensato di ‘sacrificare’ il servizio meno necessario. Al momento, presso l’ospedale San Rocco, vi sono solo

sei medici: due ginecologi, Pasquale Sarno e Vittorio Merola, che vengono dal territorio aurunco, due medici da Aversa, uno da Salerno ed un altro da Roma. In condizioni di normalità dovrebbero esserci due medici in reparto ed uno in ambulatorio e tutti dovrebbero lavorare rispettando un’adeguata turnazione e reperibilità. La carenza ha determinato, invece, un carico di lavoro eccessivo per i sei medici che spesso fanno il doppio dei turni  e che negli ultimi tempi hanno accumulato notevoli giorni di ferie non godute. Alla difficoltà oggettiva riscontrata la direzione generale dell’Asl ha tentato di porre rimedio contattando

altri medici ginecologi attraverso lo scorrimento della graduatoria, ma fino ad ora nessuno ha accettato. Ecco perché l’ordine di servizio dell’Asl di sospendere momentaneamente l’ambulatorio. Il disagio c’è, questo è ovvio, ma chi ha necessità dall’esterno di rivolgersi all’ambulatorio può comunque recarsi presso il consultorio, sito alle spalle dell’ospedale, o al pronto soccorso. In alternativa sottoporsi ad una visita medica privata visto che anche l’ambulatorio, per i pazienti esterni all’ospedale, è un servizio a pagamento. Insomma, la soluzione si può trovare ed è sicuramente meno dolorosa rispetto ad un’ipotesi di chiusura di un intero reparto, indispensabile e nevralgico per l’intero nosocomio. (foto V-News.it e Generazione Aurunca)