CELLOLE – Mille pazienti in piazza Compasso per il ‘Campus della Prevenzione’. Le parole di plauso del vescovo a ‘Siamo Tutti Uno’

CELLOLE (Matilde Crolla) – Quasi mille pazienti nella giornata di ieri si sono sottoposti alla visite specialistiche gratuite offerte dal ‘Campus della Prevenzione’, messo in piedi dall’Associazione ‘Siamo tutti Uno’, presieduta da Rosita Nervino, e dall’A.na.f.ff.aa.pp, nel corso dell’evento ‘Tuteliamo la Nostra Salute’. Piazza Compasso a Cellole è stata la location ideale per una giornata dedicata alla prevenzione, alla salute ed al benessere del corpo e della mente. Il Comune di Cellole, nella persona della sindaca Cristina Compasso, ha patrocinato

l’evento. L’apporto fattivo ed importante di studi specialistici hanno fatto sì che l’evento potesse raggiungere numeri inaspettati. Soddisfatta Rosita Nervino che entusiasta e commossa ha ringraziato tutti i volontari e i 33 medici specialisti che hanno messo a disposizione la loro professionalità per una giornata di prevenzione a trecentosessanta gradi. Attività sportive, spazio dedicato al fitness grazie alle palestre e alle scuole di danza e ballo del territorio hanno allietato la giornata. “Sono onorata di ospitare a Cellole

questa iniziativa per la prevenzione- ha dichiarato la sindaca Compasso- Prevenzione non significa solo scoprire di essere malati. Al contrario riguarda le modalità per avere uno stile di vita sano, per pensare al proprio benessere”. Soddisfatta per il successo dell’evento anche la presidente del consiglio comunale, Marianna Mauriello, presente dal momento del taglio del nastro. “Quello di oggi è sicuramente un momento importante per la prevenzione e la cura del benessere. Sono veramente felice che sul nostro territorio ci siano associazioni come ‘Siamo Tutti Uno’ che si mobilitano per questi eventi di sensibilizzazione”, ha dichiarato. La prevenzione del Campus, tra l’altro, è soprattutto prevenzione oncologica. Lo dice proprio Nervino: “Questa giornata serve a combattere con l’arma più potente, ossia la prevenzione, il cancro. I volontari sono persone che hanno lottato o che stanno lottando contro questa malattia. Ecco perché dietro l’associazione ‘Siamo tutti uno’ c’è una forte motivazione. Questo sodalizio nasce

con mia madre, che ho perso qualche anno fa proprio a causa di questo brutto male. Dunque, nasce dalla voglia di donare speranza ed aiutare a combattere chi soffre e i familiari del malato”. La giornata si è conclusa con una toccante messa celebrata dal vescovo monsignor Orazio Francesco Piazza che ha sottolineato l’importanza dell’affettuosa cura da parte dei medici e dell’amorevole pazienza di chi soffre e dei suoi familiari. “Queste iniziative fortificano e rendono autentici i rapporti umani- ha affermato il vescovo complimentandosi con i volontari dell’associazione-. Non è solo la cura del corpo ma anche delle relazioni umane. E come ci insegna anche il Vangelo di oggi dobbiamo avere la forza di guardare

oltre al problema e non lasciarci imprigionare da esso”, ha dichiarato nel corso dell’omelia. La messa, tra l’altro, ha avuto inizio proprio con la testimonianza di due persone che hanno combattuto contro il male del secolo. Matteo di Santi Cosma e Damiano ha raccontato come proprio grazie ad una giornata di prevenzione organizzata da ‘Siamo Tutti Uno’ nella sua città lo scorso anno è riuscito a scoprire ‘in tempo’ la presenza di un cancro alla tiroide e ad essere operato iniziando subito le cure del caso. La testimonianza di Matteo è servita a comprendere l’importanza di tali momenti. A parlare è stata poi Anna, una delle

volontarie più motivate dell’associazione, che ha raccontato la sua esperienza di vita di donna che all’età di 35 anni ha scoperto di avere un cancro e che ha lottato con tutte le forze per distruggerlo completamente. Una guerra vinta grazie alla forza, alla tenacia, all’amore per la vita e all’affetto dei suoi cari. Oggi Anna è sicuramente il simbolo della speranza che non va mai abbandonata, come affermato anche dal vescovo, neanche nei momenti più bui. “Quando accade qualcosa di brutto ci chiediamo perché il Signore ci abbia abbandonati- ha dichiarato il vescovo Piazza-. Ma non è con il Signore che dobbiamo prendercela, non è lui il colpevole. La responsabilità è dell’uomo, di colui che per il denaro inquina l’ambiente e non ama il suo prossimo”. LE FOTO