CELLOLE – ‘La mafia è buona’: attività illecite, sversamento abusivo e illegalità al centro del dibattito con il magistrato Maresca. L’INTERVISTE ESCLUSIVE

a cura di Matilde Crolla e Antonio Migliozzi

CELLOLE  – ‘La mafia è buona’, un titolo sicuramente provocatorio quello dell’ultimo libro scritto dal magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Catello Maresca, scritto a quattro mani con il giornalista Paolo Chiariello e presentato ieri sera a Cellole, presso l’auditorium ‘San Marco e San Vito’. Ad organizzare l’evento è stato il coordinatore del ‘Comitato Civico Cellolese’, Guido Di Leone, legato al magistrato Maresca da un legame solido. Non è la prima volta, infatti, che il magistrato che ha arrestato il boss Zagaria dopo tredici anni di latitanza, fa visita a Cellole. L’evento di ieri, che ha visto una larga partecipazione

di membri delle istituzioni, forze dell’ordine e società civile, in un salone gremito nonostante si trattasse di un giorno lavorativo, è stata anche l’occasione per discutere della mafia di ogni genere e dell’ecomafia, argomento molto sentito nel territorio casertano a causa della problematica della ‘Terra dei Fuochi’. Interessante il parterre dei relatori composto da Catello Maresca, il consigliere regionale, Gianpiero Zinzi, il professore universitario Antonio Tisci, Simmaco Perillo della cooperativa ‘Al di là dei sogni’, don Lorenzo Langella parroco di Cellole e vicario episcopale per la legalità della Diocesi di Sessa Aurunca, il dottore

Benedetto Zannino, oncologo ed ovviamente l’organizzatore Di Leone. Erano presenti nella platea degli ospiti: la sindaca di Cellole, Cristina Compasso, il presidente del consiglio comunale, Marianna Mauriello, i consiglieri delegati Loredana Manfredi e Umberto Sarno, gli assessori Antonietta Marchegiano e Francesco Barretta, i consiglieri di opposizione Francesco Lauretano e Franco Sorgente, il consigliere comunale di Mondragone, Giovanni Schiappa, il consigliere comunale di Falciano del Massico, Geppino De Santis, il consigliere comunale di Sessa Aurunca, Alberto Verrengia, il capitano della compagnia dei carabinieri di Sessa Aurunca, Giuseppe Fedele, il commissario di polizia di Sessa Aurunca, il dirigente Mario Rossi, i rappresentanti

de ‘Il Cammello’, nella persona di Luca Stanziale, una delegazione di docenti dell’istituto comprensivo ‘Serao-Fermi’ ed alcune rappresentanti del Comitato Genitori, una delegazione dell’Associazione Arma Carabinieri in Congedo sezione di Cellole. Ad aprire il dibattito è stata la sindaca Cristina Compasso che ha evidenziato l’impegno dell’amministrazione comunale nell’operare nella legalità e nella trasparenza evidenziando l’importanza del rispetto delle istituzioni e condannando ogni forma di ‘mafia’ e ‘sopruso’, ogni forma

di istigazione all’odio sociale e razziale. La parola è passata poi a don Lorenzo Langella che da sempre porta avanti una battaglia contro l’illegalità e la mafia di ogni genere. Il parroco ha posto l’accento sull’importanza della denuncia e sulla capacità di rispettare la libertà altrui in quanto anche ‘l’antidemocrazia è mafia’. La parola è passata poi al dottor Tisci che ha fatto un excursus storico di Terra di Lavoro e dei cambiamenti sociali ed ambientali che l’hanno attraversata dall’inizio del secolo scorso fino ai giorni nostri. Molto significativo l’intervento del dottore Zannino che ha parlato della relazione tra stili di vita ed inquinamento e di come i fattori ambientali influenzano le condizioni fisiche dei cittadini. Zannino ha invitato a coltivare una sana educazione alimentare.

Molto toccante l’intervento di Simmaco Perillo che ha parlato della camorra, di quella che si vive ogni giorno quando c’è illegalità, dell’omertà e del silenzio che deve essere abbattuto. Ha posto l’accento sull’importanza della denuncia e sulla responsabilità di essere ‘cittadini’ nel denunciare l’illegalità. Ha ricordato la figura di Alberto Varone, uomo della terra aurunca, ucciso tragicamente per non aver voluto piegarsi al malaffare. La parola è passata poi all’onorevole Zinzi che ha evidenziato l’impegno della commissione da lui presieduta nel chiedere le bonifiche del territorio affinché la Campania possa perdere l’accezione negativa di ‘Terra dei Fuochi’. Evidenziando come tale definizione non può essere solo circoscritta alla nostra terra ma riguarda tutto il Paese. Prima di passare all’intervento del magistrato Maresca, ha preso la parola Guido Di Leone evidenziando come il magistrato sia un uomo di Stato, di quello Stato che ancora consente agli uomini di credere nella giustizia. Di Leone ha sottolineato come la camorra, la mafia possa mascherarsi all’interno dei cosiddetti ‘colletti bianchi’, dietro i sistemi clientelari. Si è appellato ai cittadini a denunciare e a non abbassare la guardia.

Infine, la parola è toccata a Maresca che ha spiegato la finalità del suo ultimo libro, ossia far comprendere in maniera chiara e diretta come la mafia camuffi i suoi affari illeciti in attività lecite. Ha spiegato che non è facile debellare il malaffare ma sicuramente la sinergia di forze istituzionali e civiche può contribuire a minimizzare la forza e la presenza della mafia. L’INTERVISTA VIDEO ESCLUSIVA A MARESCA E ZINZI