SANT’ANGELO D’ALIFE – Palazzo Rivellini, una ‘telenovela’ lunga quindici anni e il rischio di ritrovarsi con una ‘cattedrale nel deserto’

SANT’ANGELO D’ALIFE (Francesco Mantovani) – L’acquisto di Palazzo Rivellini approda in consiglio comunale. Una lunga ‘telenovela’ iniziata nel lontano 2004 volge al termine. Senza dubbio si può ritenere che si tratta dell’operazione immobiliare più controversa dell’intera storia della politica santangiolese. Un acquisto, pensato e voluto una quindicina d’anni fa dall’allora sindaco Salvatore Bucci, che con i finanziamenti che l’ente riceveva annualmente con l’ex legge 51 accantonò poco più di un milione di euro destinati all’acquisto di Palazzo Rivellini. Col benestare della Regione, tali fondi si trasformarono in una operazione di lungo termine – un mutuo – del quale si stanno pagando le rate i cui costi attraverso una partita di giro sono sostenuti dalla stessa Regione. Se all’epoca l’acquisto da parte del comune aveva un senso, nel corso del tempo più di un dubbio è sorto in merito a tale operazione. Con il passare degli anni, infatti, si è

registrato un palese deterioramento dell’immobile che oggi appare a tutti gli effetti un rudere (al catasto è catalogato come ‘collabente’)  e il calo del mercato immobiliare ha contribuito a deprezzarne il valore. Da qualche anno, inoltre, è tendenza consolidata da parte dei vari enti quella di alienare beni. In pratica, mentre tutti vendono, a Sant’Angelo oggi si compra. Pertanto, alcune domande sorgono spontanee: al netto della somma che sarà spesa per comprare il palazzo e al netto delle varie parcelle che nel tempo si sono avviluppate come l’edera sui muri del palazzo, con i soldi che restano di quel milione si riuscirà a ristrutturare e a mettere in sicurezza la struttura? Esiste un progetto? O si tratta di un’operazione di natura squisitamente immobiliare sulla quale vengono impegnati tanti soldi pubblici col rischio che ci si ritrovi domani con una autentica “cattedrale nel deserto”?