CELLOLE – Docente precaria a supplenza breve costretta ad attendere mesi per lo stipendio. IL CASO

CELLOLE (Matilde Crolla) – E’ una supplente, precaria da anni, ma pur sempre un’insegnante, una lavoratrice seria e responsabile che ha diritto di essere pagata per il servizio che offre ed in maniera puntuale come puntali arrivano per lei le bollette, il fitto, l’abbonamento. Quella di oggi è la storia di M.P., un’insegnante di Cellole che da quest’anno ha deciso di prendere casa in fitto a Roma per poter lavorare, avendo firmato nel mese di ottobre un contratto di supplenza breve che però durerà fino a giugno. M.P., come tante colleghe, da anni fa la pendolare da Sessa Aurunca a Roma per lavorare nella Capitale come insegnante

di scuola primaria. In passato le capitava di recarsi anche tutti i giorni a Roma in attesa di essere convocata anche solo per una giornata. Quest’anno le cose per lei sono andate meglio, nel senso che è riuscita ad ottenere una supplenza più lunga del solito. Il 22 ottobre, infatti, ha firmato un contratto che scadrà il prossimo 30 giugno. Nel mese di dicembre ha percepito la mensilità di novembre ed una parte di ottobre, ma poi a gennaio nulla. Attraverso il sindacato cui è iscritta e colleghe che vivono una situazione simile alla sua ha appreso che “funziona un po’ così per tutte le insegnanti a supplenza breve”. Ma la docente

in questione si chiede: “Sicuramente questi soldi non andranno persi. Ma è giusto che io debba attendere mesi per percepire ciò che mi spetta mensilmente?”. Abbiamo sentito a tal proposito l’avvocato Antimo Buonamano dello studio legale BFI di Cellole che da tempo si occupa del ‘mondo scuola’ e ci ha dichiarato: “Questo disagio si verifica soprattutto a Roma e provincia dove la presenza di insegnanti a supplenza breve è maggiore rispetto alla media nazionale e il Ministero dell’Economia e della Finanza non riesce con puntualità a mettere tutti in pagamento. Effettivamente è un disagio a cui ci si può opporre presentando un’istanza di sollecito”.