MONDRAGONE – Mancato svolgimento del consiglio comunale, l’opposizione interpella Prefetto e Revisori dei Conti

MONDRAGONE (Matilde Crolla) – Mancato svolgimento della seduta consiliare senza giustificato motivo: i consiglieri comunali Valerio Bertolino, Achille Cennami, Pasquale Marquez, Alessandro Pagliaro, Antonio Pagliaro e Giovanni Schiappa scrivono al Prefetto di Caserta e al Collegio dei Revisori dei Conti.  “Con nota prot. n. 49330/2018 del 22/10/2018 il Presidente del Consiglio comunale avvocato Claudio Petrella convocava la seduta consiliare in prima convocazione per il giorno 29/10/2018 alle ore 19 ed in seconda convocazione per il giorno 05/11/2018 alle ore 19- si legge nella lettera dell’opposizione-.

Non essendosi tenuta alcuna seduta consiliare in prima convocazione per l’assenza del numero legale, così come si ritiene che sia stato ritualmente audioregistrato e verbalizzato dal Segretario Generale Dott.ssa Antonia Elia o da chi per esso in sostituzione formalmente richiesta dal Sindaco Dott. Virgilio Pacifico, ma che a noi sottoscritti a tutt’oggi non è dato visionare neanche sull’albo pretorio on line.

In data odierna, quindi, si sarebbe dovuta tenere la medesima seduta consiliare in seconda convocazione ma, purtroppo, i sottoscritti consiglieri comunali si sono ritrovati soli, all’interno della sala consiliare sita al primo piano della casa comunale di piazza Umberto I, con l’assenza del Segretario Generale oltre che quella del Presidente del Consiglio e degli altri componenti del Consiglio
comunale non firmatari della presente. 
E’ soltanto l’ultimo, seppur gravissimo, atto consumatosi nei nostri confronti, che equivale all’abuso degli uffici loro affidati, ovvero di comportamenti non rispettosi della Legge e dei Regolamenti, da sanzionare oltre che da censurare, in quanto non consente più di poter esercitare il nostro legittimo ruolo di Consiglieri comunali, ne’ tantomeno le funzioni di indirizzo e di controllo a noi demandate.
In attesa di un Vostro intervento che funga da rapido riscontro a quanto da noi formalmente notiziatovi, distintamente salutiamo”.