CELLOLE – Tentativo di truffa ai danni di due anziani dopo il ritiro della pensione

CELLOLE (Matilde Crolla) – Sventate due truffe ai danni di anziani grazie alla tempestività ed alla perspicacia delle vittime nel comprendere di essere oggetti di un raggiro. E’ accaduto nella giornata di ieri a Cellole. Il primo caso si è registrato ai danni di una pensionata residente in via Aurunci. La figlia della donna si era recata all’ufficio postale per ritirare la pensione su delega dell’anziana. Consegnata la somma, dopo

circa una mezz’oretta, la pensionata ha ricevuto una telefonata sul suo cellulare. Al telefono vi era un giovane che le comunicava di essere un caro amico di suo nipote. Quest’ultimo, secondo il racconto, aveva avuto un grave problema e necessitava di una urgente somma di denaro. La cifra indicata era quella della pensione appena ricevuta. La vittima, non molto convinta, ha detto di voler parlare personalmente

con il nipote ed ha composto il numero dello stesso. Al telefono gli ha risposto un giovane che si è spacciato per il nipote. Il truffatore parlava un italiano molto preciso, al che la donna, conoscendo l’accento del nipote, ancora di più si è insospettita. A quel punto per metterlo alla prova gli ha posto una domanda cui solo il ‘vero nipote’

avrebbe potuto rispondere correttamente. Ed è stato proprio così che il delinquente è stato smascherato ed ha interrotto bruscamente la conversazione. La donna, resasi conto di essere stata vittima di un tentativo di truffa, ha provato a chiamare al telefono la figlia ma il suo dispositivo era fuori posto. Grazie ad una vicina di casa

è riuscita a mettersi in contatto con la figlia che ha sporto immediatamente denuncia presso la locale stazione dei carabinieri. Stesso modus operandi anche ai danni di un anziano in via Napoli. Ci sono da evidenziare due aspetti importanti di questa vicenda: è possibile che qualcuno abbia seguito la figlia ed abbia appreso che la donna ha prelevato una determinata somma di denaro dall’ufficio

postale, perché è proprio la somma chiesta dal finto nipote. Inoltre, non si esclude che alla base di questo tentativo di truffa vi sia una vera e propria organizzazione fatta di professionisti delinquenti che hanno anche la capacità di creare dei ‘ponti telefonici’. L’anziana donna di via Aurunci di fatto ha composto il numero di telefono del nipote per avere un riscontro ai suoi sospetti ma con il nipote non

ha mai parlato. Nel tentativo di chiamarlo qualcuno è riuscito a bypassare la telefonata mettendola in contatto, senza che lei se ne accorgesse, con il truffatore. E’ necessario che gli anziani capiscano che non è la prima volta che si verificano truffe di questo genere, utilizzando quasi sempre lo stesso ‘modus operandi’. Non bisogna consegnare

denaro nelle mani di nessuno, anche se si pensa di aver parlato al telefono con qualche parente. Se c’è un familiare in difficoltà bisogna essere consapevoli che non utilizzerà intermediari per avere un aiuto economico!