MATESE – Riaprono le superiori, i sindaci tutelino la salute: test antigenici per tutti gli alunni in ogni comune

MATESE (Francesco Mantovani) – Per arginare il contagio nel Matese una delle misure che potrebbero essere prese dai sindaci del comprensorio, anche in tempi rapidi, è quella di organizzarsi per uno screening rivolto a tutti gli studenti delle superiori che da domani rientreranno in classe. Uno screening da effettuarsi con tamponi antigenici di terza e quarta generazione, ovvero quelli maggiormente attendibili. Considerata la scarsa sicurezza a bordo dei mezzi di trasporto e visto che le aule (quasi tutte ‘pollaio’) sono prive di un sistema di areazione adeguato, per evitare che il contagio possa diffondersi in maniera più massiccia soprattutto tra i pazienti fragili, la cui infezione non è facile da superare neanche con tre dosi di vaccino inoculate, quella di organizzarsi per effettuare tamponi antigenici agli alunni delle superiori presenti sul territotio comunale potrebbe essere una seria ed efficace risposta al dilagare del virus in zona. Il pericolo c’è e far finta di nulla è un rischio troppo alto. Un quarto d’ora potrebbe essere un arco di tempo più che sufficiente affinché un alunno positivo possa contagiare tutti i ragazzi presenti sui pullman che conducono gli alunni presso gli istituti del capoluogo matesino che a partire da domani mattina riapriranno i cancelli. Alla variante Omicron, da quanto si apprende, basta infatti molto meno per contagiare. E come si sa, controllare sull’uso adeguato delle mascherine ‘ffp2’ e sul rispetto del distanziamento sui mezzi di trasporto non è semplice come si vuol far credere. In virtù di queste considerazioni, per i comuni del comprensorio, appostare in bilancio somme finalizzate a far effettuare e poi processare tamponi antigenici di terza e quarta generazione agli alunni delle superiori potrebbe essere un modo più veloce per far emergere eventuali contagi. Ciò potrebbe comportare con ogni probabilità l’immediato ritorno alla didattica a distanza per almeno un paio di settimane al netto dell’ultimo – contorto – provvedimento del governo. Se si procedesse in tal senso, è ipotizzabile infatti che non solo la curva dei contagi possa presto raffreddarsi ma anche che le scuole riaprano di fatto a fine gennaio. A tutela della salute dei più giovani, ma soprattutto dei più fragili.