SESSA AURUNCA – Consorzio Aurunco di Bonifica, 22 ex lavoratori ancora in attesa di 50 stipendi arretrati

SESSA AURUNCA – Attendono fino a cinquanta stipendi arretrati i 22 ex lavoratori del Consorzio Aurunco di Bonifica, ente competente per le opere di bonifica idraulica e per le irrigazioni nell’area di Sessa Aurunca, soppresso dalla Giunta della Regione Campania nel maggio 2019 e i cui addetti sono stati assorbiti nel Consorzio di Bonifica del Volturno, che ha sede a Caserta. Gli stipendi arretrati riguardano il periodo 2015-2019 e si aggirano complessivamente intorno ai tre

milioni di euro, cui si aggiungono anche i Tfr non percepiti per ulteriori 500-600mila euro. Nel mirino dei sindacati finisce la gestione commissariale di nomina regionale, che va avanti dal 2011, e che avrebbe dovuto provvedere riscuotere i crediti accumulati negli anni dal Consorzio Aurunco e pagare così gli emolumenti ai lavoratori. L’ultimo commissario, l’avvocato di Marcianise Ciro Foglia nominato

nel 2018 su indicazione dell’attuale presidente del Consiglio regionale della Campania Gennaro Oliviero (l’esponente del Pd è di Sessa Aurunca), divenuto dopo la soppressione dell’ente nel 2019 commissario liquidatore, è stato in carica fino al 31 dicembre 2020, poi l’incarico è rimasto vacante fino allo scorso agosto quando la Regione ha

rinominato Foglia per sei mesi, fino al febbraio 2022. Da dicembre la sede del Consorzio a Sessa Aurunca è quindi chiusa, e ogni attività di recupero crediti si è fermata. “Più volte ho sollecitato la Regione – spiega Foglia – a dotarmi di risorse per poter portare avanti le procedure di recupero crediti, che si aggirano intorno ai due milioni di euro. Le

procedure sono partite, ma senza risorse non posso pagare gli avvocati e i consulenti del lavoro. La Regione mi ha convocato per domani, solo dopo potremo riaprire la sede del Consorzio per riprendere l’attività di liquidazione”. Per il segretario della Flai-Cgil di Caserta Igor Prata, “durante il 2020 la gestione commissariale deputata

alla conduzione liquidatoria dell’Ente non ha prodotto nulla di concreto, pur avendo tra i suoi compiti quello di avviare le procedure per il recupero dei crediti del Consorzio per predisporre un piano di rientro dei debiti, tra i quali il pagamento degli stipendi ai dipendenti quali creditori privilegiati come stabilisce la legge. Invece non si è mosso nulla, non sono state neanche consegnate ai lavoratori le buste paga relative agli stipendi non percepiti e fatto ancora più grave, non è stato quantificato neanche il Tfr che i lavoratori hanno il diritto di ricevere; perché

a seguito della delibera regionale del 2019, i lavoratori dell’Aurunco sono stati licenziati dal commissario liquidatore e riassunti al consorzio del Volturno, iniziando una attività lavorativa e maturando quindi il diritto ad incassare il Tfr accumulato nella precedente; se avessero avuto la certificazione del Tfr da percepire,i lavoratori avrebbero potuto almeno tentare di accedere al fondo di garanzia dell’Inps. Ed

invece nulla”. Il Consorzio Aurunco in liquidazione, spiega Foglia, “ha una passività di 50 milioni di euro e bilanci non approvati negli anni precedenti alla mia gestione partita nel 2018, mentre i pignoramenti da parte dei creditori del Consorzio continuano ad arrivare. Sono dispiaciuto per la situazione che vivono i lavoratori, e appena la Regione mi metterà nella condizione di poter operare, riprenderemo le operazioni di riscossione”.