SESSA A. / CELLOLE – Dipendente comunale scomparso prematuramente, il ricordo toccante della figlia nel giorno della Festa del Papà

SESSA AURUNCA / CELLOLE (Matilde Crolla) – In una giornata così importante, quella dedicata alla festività di San Giuseppe e di tutti i papà, una figlia che ha perso il suo prematuramente ha voluto dedicare un pensiero al suo angelo custode… Da diversi mesi ormai tanti dipendenti comunali storici di Cellole sono andati in pensione. Bruno Tattoli, invece, purtroppo non ha avuto questo ‘privilegio’…Purtroppo

il destino per lui è stato crudele e non ha avuto modo di festeggiare una tappa così importante come quella della pensione. Il solo pensiero per sua figlia Monica è un pugno nello stomaco ed una ferita mai rimarginata che si apre continuamente. Ecco il motivo per il quale in una giornata come questa ha voluto ricordare attraverso il nostro blog Macronews il suo papà Bruno. “Il mio papà era un uomo dall’animo nobile, buono, umile, ma

allo stesso tempo all’antica e severo- scrive Monica in una lettera che ha voluto condividere con tutti i lettori-. Da piccola era il mio gigante buono, da adulta è diventato la mia roccia. Prima di iniziare a lavorare al Comune di Cellole, cosa alquanto insolita per un sessano doc, ha svolto molti lavori per non far mancare nulla alla sua famiglia. Con l’elezione dell’onorevole Lorenzo Montecuollo papà fu assunto al Comune di Cellole insieme a tanti altri dipendenti comunali che entrarono

a far parte della sua squadra. Ricordo ancora quel giorno di festa in cui papà portò le paste e lo spumante e ci disse che da allora in poi non ci sarebbe mancato più nulla. Per lui la famiglia era tutto. Ci ha cresciuto con sani valori e principi che ci hanno reso delle persone oneste come lo era lui. Oltre ad un padre d’oro è stato un nonno eccezionale. Ricordo quanto mi è stato vicino quando ho partorito, è stato sempre al mio fianco. Portava mia figlia al mare, a fare i viaggi. Per

me era tutto il mio mondo, un padre, un amico. Era sempre pronto ad aiutare tutti. La mia vita con lui è stata meravigliosa. Ricordo il giorno del mio matrimonio… Mi si riempie il cuore di orgoglio quando mi dicono che sono uguale a lui”. Monica Tattoli nella lettera continua: “Poi è arrivato quel maledetto giorno, il 22 ottobre 2016. Un infarto me lo ha portato via. Ricordo poco di quei momenti, ma abbastanza per rimanere segnata. Già da un po’ lo vedevo stanco, non era da lui. Qualche

mese prima aveva perso la sorella e soffrì molto. Già a trenta anni rimase orfano di padre e perse un fratello in un mese…poi la madre ed infine la sorella. Era un sabato, mi telefonò di mattina come faceva sempre. Andò in Comune a sbrigare delle carte. Alle 14,30 mi chiese le pizzette fritte che lui adorava molto. La sera ci sarebbe stata la partita di calcio dove giocava la sua amata Juve. Alle tre mi arrivarono due telefonate, di mia cugina e mia cognata. Sapevano già tutto, ma non mi

dissero tutto. Mi recai a casa sua. Un quadro bruttissimo, l’ambulanza ferma sotto casa sua, le urla, i pianti e poi mio padre steso a terra. Ebbi una crisi. Presi mio padre in braccio con tutta la forza che avevo e poi persi i sensi. Quando mi svegliai, lui era lì sul letto…immobile. Il giorno del suo funerale venne anche il sindaco Angelo Barretta con la fascia tricolore. Quanta gente c’era…i suoi amici…Qualche settimana dopo vidi al bar i suoi amici di sempre, quelli con cui andava

sempre a prendere il caffè la mattina. Che dolore vedere la sua assenza. Gli mancava solo un anno per andare in pensione. Ancora oggi quando qualcuno mi ferma e mi chiede se sono la figlia di Bruno Tattoli mi si stringe il cuore nel sentir dire che era un grande uomo…Auguri papà, ovunque tu sia”.