PIEDIMONTE MATESE – Giudice di Pace, scongiurata la chiusura: nonostante il silenzio assordante di tanti sindaci della zona

PIEDIMONTE MATESE (Francesco Mantovani) – Scongiurata la perdita, almeno per i prossimi mesi, del Giudice di Pace di Piedimonte Matese.<<Ancora una volta, con grande spirito di sacrificio e totale dedizione alla causa, siamo riusciti a scongiurare la chiusura dell’ufficio del Giudice di Pace di Piedimonte Matese, prevista per il 01.03.2021, data del collocamento in quiescenza del cancelliere Raffaele Langellotti>>. Lo comunica il presidente del Comitato, avvocato Mauro D’Isa che, per evitare che il comprensorio matesino subisse l’ennesimo smacco, fin da subito ha chiesto collaborazione a tutte le fasce tricolori matesine. Ma, come spesso accade ogni qual volta si tratta di intraprendere importanti battaglie a tutela del territorio, in tanti si sono voltati dall’altra parte. Eccetto qualcuno. Parliamo in questo caso del presidente della Comunità Montana del Matese Franco Imperadore. Lo dice chiaramente lo stesso D’Isa: <<Pur non essendo nostra volontà quella di fare politica ovvero quella di manifestare particolari simpatie per le personalità del territorio – dice l’avvocato -, non possiamo, ancora una volta, non evidenziare

che l’unico esponente politico che ha fatto sì che l’ufficio potesse continuare ad esistere, è stato il presidente della Comunità Montana del Matese, nonché sindaco di San Potito Sannitico, dott. Francesco Imperadore, a cui vanno riconosciuti indiscutibili, assoluti e pieni meriti.Egli, infatti, anche grazie alla disponibilità di Langellotti, è riuscito a trovare il modo di far rimanere quest’ultimo in servizio almeno fino al mese di luglio 2021, pur nel rispetto di ogni diritto del lavoratore e nella massima trasparenza amministrativa>>. Da tanti sindaci, invece, silenzio tombale. Verrebbe da dire “nihil sub sole novum“. Il solito menefreghismo già visto in tempi recenti, insomma, ed espresso anche in questo caso in quella che è ormai diventata una moda tutta matesina: non rispondere alle Pec. Anche su questo punto D’Isa non ha peli sulla lingua: <<Mi sia però consentito evidenziare l’aspetto più avvilente dell’intera vicenda – afferma D’Isa – e cioè che nessun Ente interpellato a mezzo PEC (ad eccezione ovviamente della Comunità Montana del Matese) ha riscontrato formalmente la nostra prima comunicazione! Un silenzio “assordante” che lascia intendere la percezione del problema da parte dell’attuale classe politica locale>>. Il Comitato però non si dà per vinto e, seppur in via non ufficiale, riesce a coinvolgere nella battaglia qualche ente. Riuscendo almeno a strappare qualche promessa. Lo spiega il presidente del sodalizio: <<Non ci siamo persi d’animo e abbiamo comunque avuto contatti informali con i Comuni di Alvignano, San Potito, Ruviano, Castel Campagnano, Prata Sannita, Caiazzo, San Gregorio Matese e Piedimonte Matese. Nessuno di questi

Enti ha la disponibilità di distaccare personale, però alcuni di essi (Alvignano, San Gregorio, Prata Sannita, San Potito Sannitico e Alife) hanno confermato la disponibilità a versare le quote a loro carico per il mantenimento dell’ufficio>>. In sostanza, da domani riprendono le attività. Ma se i sindaci dell’area matesina non faranno fronte comune e decideranno tutti insieme di unirsi alla battaglia, vincere la guerra resterà solo una utopia. Una in più.