ROCCA D’EVANDRO / SESSA AURUNCA – Gli agricoltori delle ‘Valli del Peccia’ chiedono di passare con la Comunità Montana

ROCCA D’EVANDRO (Matilde Crolla) – Gli agricoltori delle ‘Valli del Peccia’ hanno deciso di unirsi in un’associazione per tutelarsi rispetto a quanto sta accadendo al Consorzio Aurunco di Bonifica. Domenico Iardino, responsabile del neo nato sodalizio, ha annunciato la costituzione dell’associazione. Ne fanno parte tutti gli agricoltori di Rocca d’Evandro, Mignano Montelungo e San Pietro Infine. L’associazione

ha deciso di contattare sindacati provinciali e referenti politici casertani e regionali per chiedere l’accorpamento dell’impianto delle Valli del Peccia alla Comunità Montana, come era un tempo. “Da anni il Consorzio Aurunco di Bonifica ritiene l’impianto di Rocca d’Evandro una palla al piede, un dispendio economico. Non è così- sostiene a muso dura Domenico Iardino, presidente di tale associazione-. Abbiamo fatto un calcolo approssimativo dei costi di gestione dell’impianto e delle entrate dei contribuenti di questa zona. Possiamo dire con estrema certezza che siamo una risorsa e non una spesa. Siamo noi

che negli ultimi tempi stiamo rischiando notevolmente, vista la crisi che sta investendo il Consorzio e che inevitabilmente tocca anche noi. A causa della carenza di risorse economiche l’Ente sessano- continua Iardino-, non è più in grado di gestire gli impianti e di fare manutenzione. Questo danneggia anche l’agricoltura di questa zona”. Domenico Iardino ricorda come in passato tutta l’area di Rocca d’Evandro, Mignano Montelungo e San Pietro Infine veniva gestita dalla Comunità Montana. “All’epoca non avevamo problemi

di nessuna natura. Chiediamo ai nostri referenti politici di accogliere la nostra richiesta e di sganciare l’impianto delle Valli del Peccia dal Consorzio Aurunco di Bonifica e di passarlo alla Comunità Montana”. Ma non è l’unica richiesta degli agricoltori. “Da anni chiediamo l’attivazione di un piano di investimento che consenta l’acquisto di mille metri quadri di pannelli solari e di tre turbine. In questo modo anche i costi dell’energia elettrica verrebbero abbattuti più del cinquanta per cento”. Ed, infine, conclude Iardino: “Un’altra proposta è che i soldi dei contribuenti di questa zona rimanessero in zona, che si creasse un conto corrente per tutti gli agricoltori della Valle del Peccia affinché ciò che versiamo al Consorzio non venga pignorato”.