CELLOLE – La gaffe di Attilio Compasso: chiede la rimozione dello striscione di Angelo Barretta …dopo poche ore cambia idea ma ormai è tardi

CELLOLE (Matilde Crolla) – Attilio Compasso, quale rappresentante della lista ‘Cellole nel cuore’ nonché fratello della candidata a sindaco Cristina Compasso, ha chiesto formalmente questa mattina, durante una riunione in Comune con i rappresentanti di lista, il subcommissario ed il comandante dei vigili urbani di Cellole, la rimozione dalla villa Aldo Moro dello striscione piazzato dopo la morte di Angelo Barretta. Secondo

Compasso tale striscione potrebbe generare confusione tra la gente e favorire la lista avversaria, quella capeggiata da Guido Di Leone, in cui è candidato proprio il figlio del compianto ed ancora tanto amato Angelo Barretta, ossia Francesco Barretta. Il subcommissario ha preso atto e ordinato che si procedesse alla rimozione. Lo striscione è stato riconsegnato alla famiglia Barretta. Pare che il rappresentante di lista ci abbia ripensato chiedendo in Comune di riposizionare lo striscione. Ma lo stesso era stato già consegnato

alla famiglia Barretta, sgomenta dell’accaduto. Probabilmente si è reso conto della gaffe e dell’impatto di tale azione sulla società civile cellolese che ancora ricorda con amore Angelo Barretta conosciuto come ‘il sindaco di tutti’? La vicenda dello striscione potrebbe rappresentare un clamoroso autogoal per la lista ‘Cellole nel cuore’ .

Quanto un defunto può ancora influenzare l’opinione pubblica? Si può avere paura dei morti? Ma soprattutto quello striscione due anni fa perché non è stato rimosso? Anche all’epoca

Francesco Barretta era candidato, ma proprio nella lista di Cristina Compasso, e nessuno chiese la rimozione dello striscione sebbene lo stesso potesse anche allora influenzare l’opinione pubblica. Tra l’altro, si ricorderà che due anni fa la lista capeggiata da Cristina Compasso aveva fatto del nome di Angelo Barretta un baluardo della propria campagna elettorale.

Ma come si suol dire, lontano dagli occhi lontano dal cuore! Bisognerebbe avere paura dei vivi e non di chi non c’è più!