ROCCAMONFINA – Fondazione ‘Nicola Amore’, Santantonio e Di Biasio vogliono chiarezza sulle somme versate al Comune

ROCCAMONFINA (Antonio Migliozzi) – Interrogazione consiliare a firma dei due esponenti di minoranza Vittorio Santantonio ed Italo Di Biasio. L’argomento posto all’attenzione è quello riguardante la Fondazione “Nicola Amore per Roccamonfina” Onlus. Una interrogazione al Sindaco ed al Consiglio comunale “perché si accerti, si provveda e si diano spiegazioni ai cittadini sulle questioni di seguito esposte relative alla gestione della Fondazione”. Le domande poste sono: “sull’ipotesi di irregolarità di somme versate in favore del Comune di Roccamonfina da contabilizzare nel bilancio 2019. In particolare si ipotizzano attività svolte in maniera estemporanea e superficiale nella gestione delle risorse economiche degli ultimi due anni della Fondazione stessa; sullo sfruttamento ed utilizzo improprio ed ingannevole delle norme della Fondazione per fini privatistici, con tanto di pubblicazione sul web poi prontamente rimosso. Fatti, questi, che evidenziano la totale disattenzione alle finalità statutarie della Fondazione e, di conseguenza, alle volontà del nostro Benefattore; si chiede formalmente relazione sulle notizie di atti di pignoramento di parte

di proprietà dell’Ente per mancata opposizione a cause civili. Tra esse segnaliamo soprattutto l’annosa questione di controversia ‘Avallone’, faccenda che parte negli Anni ’90 quando furono effettuati i lavori di ristrutturazione di proprietà dell’allora Ente Morale Nicola Amore affidata alla ditta ‘Avallone’ di Cava de’ Tirreni. Tutti i CDA che si sono succeduti nell’amministrazione dell’attuale Fondazione, attraversando varie vicissitudini legali, avevano sempre riconosciuto  che le cifre richieste dalla ditta ‘Avallone’ fossero non giustificabili ed oltremodo esagerate rispetto alla materia del contendere e per tali motivi hanno sempre desistito ad accogliere in toto le pretese. In Corte d’Appello di Salerno con sentenza n. 886/2018 la Fondazione ha visto un parziale accoglimento delle proprie istanze ed una decurtazione del preteso/dovuto di € 82.448. Per chiarezza si riporta che allo stato attuale la sentenza sopra citata di Corte d’Appello di Salerno definiva in complessivi euro 211465,7 + IVA ed interessi per un totale di 327445,32. La Fondazione ha esborsato una somma di euro 150000 (Presidente Casale) ed una somma di euro 178000 a seguito della citata sentenza, per un totale di euro 328.000. Si evince facilmente

che tale somma pagata copriva il debito riconosciuto dalla stessa sentenza. Il CDA in carica dal 2013, ritendendo di avere ragione sulla quantificazione dei lavori sia riguardo e soprattutto al calcolo degli interessi, considerava fondate le motivazioni degli avvocati per ricorrere al terzo grado di giudizio, almeno per una corretta attribuzione delle spese e degli interessi maturati. Con il cambio del CDA della Fondazione si teme, ma le notizie sono insistenti, che si sia addivenuto ad uno spontaneo pagamento di somme dal calcolo poco chiaro ( si parla di ulteriori 190.000 euro) a favore del sig. Avallone, titolare della ditta omonima, vanificando l’iter giudiziario fino ad ora sostenuto e la prosecuzione della Cassazione……”. Intanto, ad un passo dalla presentazione degli schieramenti in vista del rinnovo del consiglio comunale, ancora non si conosce quale sarà icosa faranno i due consiglieri di minoranza, Santantonio e Di Biasio.