ALIFE – Bilancio, scontro in aula. La maggioranza: siamo in attivo. La minoranza: rendiconto fasullo, andiamo verso nuovo dissesto

ALIFE (fm) – Bilancio, scontro in aula. La maggioranza: siamo in attivo. La minoranza replica: rendiconto fasullo, andiamo verso nuovo dissesto.

La seduta consiliare

L’approvazione del consuntivo per l’anno 2019 è stato l’unico argomento all’ordine del giorno. La seduta è iniziata con Simonelli che ha illustrato, per conto della maggioranza, i punti essenziali del rendiconto, vantando un risultato di amministrazione positivo. L’opposizione, compatta, ha presentato un documento dove venivano evidenziate “notevoli irregolarità” nella  preparazione del consuntivo, tali da esporre il comune ad un disavanzo molto corposo. Entrando nel merito, il primo rilievo mosso riguarda il Fondo Pluriennale Vincolato, che appare notevolmente sovrastimato. Il consigliere Guadagno chiedeva di sapere cosa afferiva analiticamente a questo fondo, ma l’assenza in aula del Responsabile dell’Area Finanziaria metteva in difficolta il Sindaco e la maggioranza che non riuscivano a soddisfare i quesiti

posti dall’opposizione. L’opposizione contestava il “Fondo crediti di dubbia esigibilita’, ritenendolo notevolmente sottostimato. Tale fondo si calcola con un procedimento ben preciso,ed è rappresentato dalla percentuale complementare a 100 della media di riscossione dell’ente negli ultimi cinque anni; e precisamente se la media di riscossione dell’ente e’ del 34% va accantonato il 66% dei residui attivi (quasi otto milioni di euro),pari a circa cinque milioni di euro, molto di piu’ di quanto messo da parte (poco piu’ di un milione e mezzo di euro). Poi si passava ai residui passivi, dove si evidenziava che, su cinque milioni e rotti che rappresentano i debiti totali del Comune di Alife, tre milioni di debiti sono in gestione di competenza e cioè sono stati prodotti solo nel 2019. Inoltre, la minoranza contestava il fatto che nel bilancio non fosse riportata alcuna anticipazione di liquidità, mentre il Comune ha usufruito del famoso DL 35 e successivi per sette milioni di euro da restituire entro

il 2043. Con riferimento, invece, alla sezione “Entrate per conto terzi e partite di giro“, per le opposizioni si tratta di una delle più vistose brutture della contabilità pubblica: l’aver chiuso un rendiconto con le partite di giro che non pareggiano. Quello delle partite di giro è un principio elementare della contabilità finanziaria attraverso il quale viene sancito che ad ogni accertamento deve necessariamente corrispondere un impegno. Nella sezione “Parte accantonata” vi è il fondo contenzioso pari a 250.000 euro, ma agli atti del rendiconto non esiste stima del contenzioso in corso, l’ammontare del contenzioso in essere e la percentuale di soccombenza stimata dai legali che difendono l’Ente. Infine sempre nella sezione “Parte accantonata” la voce “Altri  accantonamenti” non indica eventuali debiti fuori bilanci esistenti alla data del 31.12.2019, né agli atti del rendiconto vi sono le attestazioni da rilasciare da parte dei responsabili di Area sull’esistenza (o meno) di debiti fuori bilancio. La “Parte vincolata” del “Prospetto dimostrativo del risultato

di amministrazione 2019” non è stata popolata da nessun elemento, in nessuno dei suoi campi, mentre già nel quadro generale riassuntivo emergono elementi che riconducono ad apporre vincoli nel risultato di amministrazione. “Tutto ciò – pensano i consiglieri di minoranza – ci dice che l’ente è già in disavanzo per svariati milioni di euro e tale disavanzo, per legge, va immediatamente ripianato pena lo scioglimento del Consiglio comunale. Questo documento contabile a distanza di tre anni dalla dichiarazione di dissesto dimostra chiaramente che inevitabilmente il Comune di Alife si avvia nuovamente verso una ulteriore situazione di dissesto in quanto la massa debitoria aumenta notevolmente e i crediti, non venendo riscossi, diventano di dubbia esigibilità. Tale situazione produrrà un aumento di contenzioso giudiziario con inevitabili pignoramenti e assegnazioni da parte del Giudice dell’esecuzione, in un quadro generale di cattiva gestione dei conti pubblici analogo agli anni precedenti che ha determinato la precedente dichiarazione di dissesto”.