SESSA AURUNCA / CELLOLE – Consorzio di Bonifica, Testa ‘ordina’ il ripristino degli impianti…ma funziona solo una pompa: campagne nell’acqua

SESSA AURUNCA / CELLOLE (Matilde Crolla) – Consorzio Aurunco di Bonifica: il commissario Testa chiede la riattivazione degli impianti. Giornata concitata quella di oggi per il personale dell’Ente di viale delle Terme. Ricordiamo, infatti, che da più di due giorni gli impianti del Consorzio sono fermi a causa di problemi legati alla mancanza di manutenzione, dovuta a sua volta alla carenza di risorse economiche a disposizione dell’Ente. Nel primo pomeriggio è arrivata dalla Regione una telefonata da

parte del commissario Testa che chiedeva al direttore generale, Felice Di Giovanni, di garantire il ripristino in moto dei macchinari. La telefonata di Testa, a quanto pare, è conseguente ad una nota della Prefettura di Caserta, che sembrerebbe allarmata per la situazione del possibile impantanamento delle campagne di Baia Domizia. Alla telefonata di Testa è seguita poi una nota scritta rispetto alla quale il direttore Di Giovanni, pur consapevole delle enormi difficoltà del Consorzio e della situazione alquanto precaria dei macchinari, si sarebbe visto costretto a presentare agli operai un ordine di servizio in cui chiedeva la riattivazione dei macchinari dove possibile. Gli operai e i dipendenti fissi, dunque, non hanno potuto fare altro che recarsi

presso l’impianto di Baia Domizia in località Macchine Vecchie. Ma sono riusciti ad attivare solamente una pompa, la più piccola, quella da 500 litri che, tra l’altro, ogni due ore va in blackout e si spegne proprio perché necessita di manutenzione. Le altre pompe presenti, invece, tre da 3000 litri al secondo, una da 1000 non funzionano. Dunque, nonostante le disposizioni prefettizie e commissariali al momento l’impianto non è completamente funzionante. Undicimila al secondo sono i litri che dovrebbero essere ‘ritirati’ da tutte le pompe, funzionando solo quella da 500 litri è difficile immaginare che le campagne di Baia Domizia non si ritrovino domattina piene d’acqua. Se inizia a piovere l’ordine commissariale non è servito a nulla. Quello che più pesa come un macigno sulle spalle e sul cuore dei dipendenti del Consorzio è il fatto che i politici locali come anche

quelli regionali non riescano a cogliere l’essenza vera del problema. I dipendenti non prendono soldi da mesi, gli impianti non sono a norma in quanto mancano i soldi per la messa in sicurezza, molti non funzionano più, gli agricoltori protestano per le condizioni delle loro campagne ed immediatamente arriva l’ordine di ripristinare il tutto. Non c’è nulla da ripristinare. Gli impianti sono fermi non per l’agitazione degli operai sviliti e disillusi ma perché oggettivamente le pompe non funzionano. Come può arrivare

l’ordine di ripristino? Gli operai hanno provato a ripristinare le pompe, hanno provato a mettere tutto a tacere e ad ‘assecondare’ la volontà di alcuni politici locali che pare abbiano iniziato ad agitarsi, ma al momento non è cambiato nulla rispetto a ieri se non l’attivazione di una pompa, la più piccola, che ogni due ore si blocca e che sicuramente non potrà salvaguardare le condizioni delle campagne.