SANT’ANGELO D’ALIFE – 5G, dal Comune nessuna garanzia: nasce il Comitato. “Ora il sindaco dica cosa vuole fare”

SANT’ANGELO D’ALIFE (fm) – Nasce il comitato a tutela dei diritti dei santangiolesi. Il costituendo sodalizio si presenta attraverso un pubblico manifesto mediante il quale sono elencate tutte le preoccupazioni e i dubbi in merito alle azioni messe in campo dal Comune per la tutela della salute della popolazione. Ad allarmare i cittadini, in particolare, una relazione firmata dal tecnico comunale e messa agli atti del consiglio dello scorso 7 ottobre relativi alla proposta di delibera della minoranza di vietare l’installazione della tecnologia 5G almeno fino alla riclassificazione della cancerogenesi annunciata dalla Iarc. Un documento – quello firmato dal tecnico del comune – che evidenzia

con chiarezza la volontà di sottostare passivamente alle decisioni provenienti dall’alto basate su una normativa risalente a 19 anni fa (Legge Quadro n. 36 del 22 febbraio 2001) quando ancora non erano stati effettuati studi indipendenti che hanno poi dimostrato gli effetti dannosi sulla salute dei campi elettromagnetici a radiofrequenza. Tanto che la Iarc, valutando i più recenti studi, ha infatti annunciato l’urgenza di riclassificare al rialzo (probabili cancerogeni o cancerogeni certi) i campi elettromagnetici a radiofrequenza nel periodo 2020/2024 (Lancet). Per ciò che attiene in particolar modo il 5G, alla luce dei possibili effetti dannosi sulla salute dei CEM, alla ancora non conosciuta attività di monitoraggio da parte degli enti preposti in merito a questa nuova tecnologia, e alla luce del fatto che lo stesso Istituto Superiore di Sanità dice che solo successivamente si potranno fornire delucidazioni più attendibili

sul 5G, il neo comitato invita il sindaco Michele Caporaso a tutelare la salute dei cittadini così come già fatto tramite ordinanza da vari sindaci d’Italia e attraverso oltre un centinaio di atti di indirizzo in sede di giunta comunale o di consiglio. “Ciò che ad oggi amaramente riscontriamo invece – si legge nel manifesto – è che nonostante vari comuni abbiano invocato a vario titolo la precauzione, la maggioranza consiliare ha ritenuto non ammissibile la questione negando ai singoli consiglieri di esprimersi in merito”. “Visto il documento del tecnico comunale, chiaramente confacente a ciò che la normativa Quadro (di venti anni fa) prevedeva ignorando il lungo iter di studi successivi – recita il pubblico documento – , chiediamo al sindaco e a tutta la maggioranza di manifestare attraverso atti decisionali in via precauzionale la posizione da loro assunta verbalmente nei consigli precedenti in quanto è il sindaco responsabile della tutela della salute sul territorio comunale e non le figure professionali presenti in municipio”.