CELLOLE – Elezioni, l’architetto Freda ‘risveglia’ le coscienze e propone un’amministrazione di tecnici

CELLOLE (Matilde Crolla) – “Questa prossima imminente tornata elettorale per le amministrative di Cellole, è di una particolare delicatezza. Non solo per quanto fatalmente accaduto (e, quindi, il motivo del ritorno alle urne), quanto soprattutto perché sembra che questa comunità sia sopraffatta da desideri e immagini favoleggianti, di aspettative rivolte a “sacerdoti” guidati da comete celesti, che non corrispondono alla realtà”. Esordisce in questo modo l’architetto Salvatore Freda, noto professionista cellolese, già

in passato da alcuni ‘adocchiato’ e ‘corteggiato’. Salvatore Freda coglie l’occasione dell’apertura di un periodo di riflessione oltre che di primi incontri e confronti per esprimere un pensiero su quanto accaduto e quanto sta accadendo a Cellole, sia per smuovere le coscienze che per lanciare un messaggio chiaro a chi andrà ad occupare a giugno i banchi del consiglio comunale. “Anche l’epifania è passata….bisogna fare i conti con la realtà! A mio parere (e, credo che solo gli stolti potrebbero dire il contrario), lo stato delle cose è ben altro rispetto a quanto molti percepiscono (o fingono). Un logorio continuo ed incessante

della società, in generale, allineato al momento storico che vive la nostra Nazione, che però nelle piccole realtà come la nostra si fanno sentire maggiormente. Permea nell’animo. Si insinua nella mente. A volte, sembra che sia la “normalità”. Ma non lo è. E Cellole ha bisogno di una “scossa”. Non voglio rappresentare uno spaccato negativo del nostro paese, ma è molto evidente la disgregazione sociale che si sta espandendo e, con essa, una sempre crescente frattura tra un risicato manipolo di persone/famiglie particolarmente agiata e….una parte sempre più massiccia di popolazione che vive dei più disparati (ed a volte elementari) disagi. Il mio sogno sarebbe quello di vedere un solo schieramento (in gergo, definito “tecnico”), composto da persone volenterose e capaci di affrontare un periodo turbolento per “risistemare” la macchina, di garantire un disinteressato e generale programma amministrativo che guardi oltre l’immagine di un popolo festante e gioioso, che però nasconde non poche terribili e tristi vicende familiari di disoccupazione, emarginazione, violenze ed altro, che i fatti di cronaca spesso portano alla luce. Non è più il tempo delle famigerate “chiacchiere”, ma è il momento

di agire, con oculatezza e piglio, per assicurare una programmazione a medio-lungo termine, per creare opportunità reali di investimenti e occupazione- incalza Freda-. In generale, non è possibile immaginare che una amministrazione sia protesa essenzialmente a “spendere” denaro per “apparire” e non “investire” per “essere”. Si rallentano spesso gli investimenti e non si tende a supportare iniziative, anche di privati, che ancora credono nel nostro territorio. Nel nostro caso, tra vincoli e inefficienze, si mantiene cristallizzata una strumentazione urbanistica obsoleta, incongruente con gli scenari evolutivi ipotizzati a suo tempo e neanche rispondente alle stesse esigenze degli anni ’80. Per non parlare dell’eterna, incompiuta, area produttiva. Uno schiaffo alle piccole realtà, prevalentemente artigianali, ancora vive ma sanguinolente, del

nostro comune. Di fronte ad una disorganica espansione prevalentemente edilizia (frutto di non scelte o di una perversa e diffusa cultura di “improvvisati” imprenditori del settore), non si dimostra capacità ad anticipare la “domanda”, né elaborare proposte di recupero e/o funzionali ed utili per le vocazioni proprie del territorio per un periodo di almeno due lustri. Non si affronta come prioritaria la questione del Piano Urbanistico Comunale (pure inserito tra i punti programmatici elettorali, dalle compagini presentatesi almeno negli ultimi venti anni), allungando i tempi di una innovativa pianificazione (con tutte le immaginabili conseguenze), che tenga conto delle esigenze ed aspettative di tutti. Ecco, sicuramente difficile che si assista ad una scelta di tale portata. E non rinnegherei, con opportune precisazioni e “revisioni”, alcune “esperienze” del

passato. Né tantomeno, di alcuni che in pochi mesi hanno dato segno di equilibrio e impegno, distinguendosi da (e non vorrei apparire ingeneroso) una inguardabile mediocrità nel ruolo pubblico assunto. Il mio però è, e resterà un sogno. Ne sono cosciente, mio malgrado! Molto plausibile che si assisterà ancora una volta al “fuoco incrociato” di parole al vento. Alla contrapposizione tra persone e non alla proposizione di idee realizzabili, protese al prossimo futuro. Alla mercanzia del voto (in cambio di cosa poi…?) ed alle offese. Sparlare di tutto

e tutti per non dire nulla. E allora, le scelte dovranno ricadere sulle persone. Non quelle “mascherate” di interessi altrui o capaci di muoversi solo per il sostegno di burattinai. Ci si augura che, soggetti inoperosi, schivi a “donarsi” agli altri, che nel vivere quotidiano non hanno mostrato alcuna capacità e competenza, rimangano lontano il più possibile dal futuro Consiglio comunale. Per concludere, e sintetizzare

il mio pensiero, io ho sopportato già tanto, spesso ponendo fiducia in chi non la meritava. Ora, non sono più disposto ad affidare il futuro di mio figlio a prestigiatori dell’ultima ora che potrebbero trovare terreno fertile e affacciarsi sullo scenario amministrativo cellolese”, conclude Freda.