TEANO – L’ENPA denuncia: ‘E’ da luglio che il Comune non provvede al pagamento della retta al canile convenzionato’

TEANO (Antonio Migliozzi) – La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali” (M. Gandhi). Dei volontari locali dell’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) di Teano che dedicano buona parte delle proprie giornate ai cani abbandonati, ci hanno inviato un comunicato in seguito al mancato sostentamento dell’ente locale al canile convenzionato.

Il sindaco è considerato per legge il proprietario dei cani randagi e quindi ne è responsabile. Il canile convenzionato con Teano non è stato più pagato dal nostro comune e quindi ha dovuto bloccare gli ingressi. Da luglio ormai non abbiamo più ricovero per i cani randagi.  L’efficiente collaborazione che esisteva tra Enpa Teano, Amministrazione comunale, canile e Asl è stata spazzata via.  Quella collaborazione permetteva di recuperare i randagi, curarli, vaccinarli, sterilizzarli e in poco tempo farli adottare, grazie soprattutto alla collaborazione di quel  canile gestito in modo eccellente.  Risultato: UNA CITTÀ PIÙ PULITA E PIÙ CIVILE, MENO SPESE PER I CITTADINI, perché un cane in strada sparpaglia i rifiuti dei bravi cittadini, perché un cane in strada soffre e muore, perché un cane in un canile costa e lo pagano i cittadini! Con la nuova amministrazione È FINITO  TUTTO QUESTO bel lavoro, tutto cancellato, siamo tornati al passato con i nostri mega debiti anche per i cani. Erano 100.000 euro  nel 2013 e oggi ne aggiungiamo almeno 40.000 accumulati sapientemente in breve tempo.  Un Comune per legge deve avere un ricovero per i randagi, un canile scelto per qualità e competenza, da cui i volontari possano far uscire in breve tempo i cani in adozione.  UN SERVIZIO NECESSARIO e OBBLIGATORIO è DA MESI  SOSPESO a Teano. LEGGE REGIONALE 11 aprile 2019 n.3 I proprietari di cani e gatti che non sterilizzano sono corresponsabili,  i randagi vengono da cucciolate private e tutti i cittadini ne pagano le spese! Curare, vaccinare, tenere un animale d’affezione in casa e in compagnia è obbligo di legge oltre che etico”.