ROMA / NAPOLI / PRATA SANNITA – Respinta richiesta di archiviazione, il Gip dispone al Pm imputazione coatta per ex direttore di una casa di riposo

ROMA / NAPOLI / PRATA SANNITA (Francesco Mantovani) – Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale Ordinario di Roma respinge la richiesta di archiviazione del Pm e dispone che venga formulata l’imputazione coatta nei confronti dell’allora direttore della struttura Residence Villa Belvedere. I fatti risalgono all’anno 2016 quando un anziano signore – Vincenzo Celentano -, affidato con regolare contratto ad un centro residenziale per anziani per via delle sue difficoltà deambulatorie e di deficit della conoscenza, cadde rovinosamente dalle scale ribaltandosi con la sua sedia a rotelle. I parenti dell’uomo, che vennero avvisati la sera stessa dell’incidente avvenuto all’interno della struttura, decisero di intreprendere una lunga battaglia legale al fine di ottenere giustizia considerato che l’anziano parente necessitava non solo di cure ma anche e soprattutto di sorveglianza viste le sue difficoltà motorie. Dopo due richieste di archiviazione entrambe rigetattate, vi è stato il provvedimento di formulazione coatta dell’imputazione e poi oggi, all’esito dell’udienza preliminare il formale rinvio a giudizio. Esulta il Collegio Difensivo delle costituite parti civili, formato dagli Avvocati Sergio Pisani, Damiano de Rosa, Elio Pipolo e Carolina Capaldo, per i quali la decisione del Gip è il <<primo passo verso la giustizia>>. I legali della famiglia Celentano esprimono piena soddisfazione per il provvedimento di rinvio a giudizio, una  <<strada obbligata sin dall’inizio e già sulla base dei primi accertamenti e delle risultanze delle attività investigative difensive che da subito si è ritenuto di dover espletare>>, affermano i legali. Che continuano: <<Solo così, infatti, attraverso rilievi tecnici, un video e dei rilievi fotografici effettuati nell’immediatezza dei gravi fatti in questione, è stato possibile offrire al Giudice anche a distanza di anni l’esatto rappresentazione della situazione di insicurezza esistente all’epoca nella struttura. Dispiace solo che per arrivare a questo primo importante traguardo di Giustizia nella direzione dell’accertamento della verità è stato addirittura necessario un provvedimento coattivo

del Giudice che, molto coscienziosamente, si è reso conto sia della gravità delle condotte omissive, sia della necessità di dare voce a chi purtroppo non potrà più far valere in prima persona le proprie ragioni. Speriamo – concludono gli avvocati di parte civile – che il dibattimento venga celebrato con speditezza affinché questa vicenda possa servire, attraverso l’accertamento delle relative responsabilità, ad amplificare al massimo le tutele degli anziani e delle persone con gravi deficit cognitivi, spesso per necessità affidati a strutture che devono rispettare, proprio in ragione dell’incapacità comunicativa degli ospiti e dei degenti, al massimo tutte le regole di controllo, vigilanza ed assistenza poste a tutela e nell’interesse delle persone a loro affidate>>. I legali Damiano De Rosa e Sergio Pisani sono già noti per numerose vicende mediatiche di rilevanza nazionale, tra cui la difesa di Diego Armando Maradona nel processo (conclusosi con l’assoluzione con formula piena) per diffamazione contro i vertici di Equitalia e la difesa della famiglia Esposito (parte civile contro Daniele De Santis, l’ultras romanista poi condannato per omicidio volontario ed al risarcimento dei danni in favore delle costituite parti civili) a seguito degli scontri durante la finale di coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, disputatasi a Roma allo stadio Olimpico.

 

Sergio Pisani nella foto con Diego Armando Maradona e nell’altra i tre difensori (Angelo e Sergio Pisani e Damiano de Rosa) durante le pause di udienza spesso insieme per varie difese comuni.