SANT’ANGELO D’ALIFE – Tari, i documenti che distinguono i fatti dalle chiacchiere. (LA DELIBERA DI GIUNTA E L’ART. 30 TER)

SANT’ANGELO D’ALIFE (Francesco Mantovani) – La risposta della maggioranza consiliare santangiolese sulle considerazioni relative alla delibera di giunta numero 72 del 3 agosto 2019 è surreale. Trovare la forza di rispondere è già di per sè un atto quasi eroico. Per la pazienza soprattutto. Ci proviamo lo stesso per rispetto nei confronti di chi legge. Con un comunicato, che abbiamo riportato integralmente a dimostrazione della nostra serietà, la maggioranza ha risposto alle dichiarazioni dell’opposizione puntando l’indice contro chi ha riportato testualmente le dichiarazioni del gruppo ‘Unione Civica’ con tanto di virgolettato. E allora giù con le solite allusioni e considerazioni fuorvianti e vuote di contenuto che denotano in particolare uno scarso tatto istituzionale e una irrefutabile tendenza al capovolgimento semantico della lingua italiana. Alle offese perenni diventate ormai compulsive e noiose continuiamo a rispondere con l’educazione e il rispetto dovuto nei confronti di uomini che rappresentano le istituzioni limitandoci ad esercitare una critica di natura politico amministrativa e mai personale. I ‘giornalai’ questa volta diventano almeno giornalisti che tuttavia vivono – secondo chi ha predisposto il comunicato – di “dettati di informazione”. Ma a questi giornalisti continua a non venir perdonato il privilegio di poter dissentire, una delle condizioni necessarie e imprescindibili per la tenuta degli assetti democratici di qualsiasi Stato che ripudia con orgoglio ogni forma di censura e privilegia la pluralità di vedute al pensiero unico. L’appellativo “signor” non può né potrà mai indurci nel tranello della provocazione (noi ai titoli a differenza di altri non teniamo affatto) e diventare pretesto da parte nostra per venir meno a quella missione di testimonianza fondata soltanto su un approccio critico, analitico ed oggettivo dei fatti. Una missione di testimonianza che per sua stessa natura si pone in antitesi rispetto ad ogni forma di autocelebrazione, valida soltanto a fornire l’illusione di possedere una verità inconfutabile per ogni stagione col rischio di rasentare inconsapevolmente il ridicolo al riscontro con i fatti. E a produrre parole vuote e pleonastiche che potrebbero generare col senno di poi il sottile rimpianto per non aver taciuto.

Tornando al comunicato inviato dalla maggioranza, la replica (non alla minoranza, sempre al giornalista) si sintetizza in tre punti che riproponiamo testualmente e ai quali daremo le opportune risposte. La maggioranza scrive:

  • Il D.L. n. 34 del 30/04/2019 convertito con L. n. 58/2019 richiamato fa parte della premessa della delibera e vale quanto rafforzativo del successivo deliberato;
  • La suddetta delibera non è stata mai intesa come riduzione TARI, bensí come un premio/contributo da riconoscere in caso di regolare contribuzione e da richiedere nell’anno corrente al fine di migliorare ed alzare le performance della differenziata, in un periodo in cui i costi della frazione indifferenziata salgono vertiginosamente (basti pensare che il costo della frazione indifferenziata è passata da euro 120/tonnellata a 180/tonnellata e si prevedono ulteriori aumenti);
  • Nella delibera si menziona “isola ecologica” per indicare luoghi privati, come da prassi di ogni singola famiglia, ove vengano stoccate le frazioni della differenziata: infatti, come previsto dalle norme, le frazioni della differenziata vanno conferite per il successivo recupero “porta a porta” come previsto da calendario fornito dall’Ente. Con la Delibera n. 72 del 03/08/2019 pone in essere il premio contributo solo ed esclusivamente ai titolari delle attivitá commerciali che rispetteranno le indicazioni della raccolta differenziata, al fine  di evitare che le frazioni vengano esposte in modo continuativo ed indifferenziato in aree pubbliche.

Primo punto: la maggioranza Caporaso dice che <<Il D.L. n. 34 del 30/04/2019 convertito con L. n. 58/2019 richiamato fa parte della premessa della delibera>> (la numero 72 del 3 agosto 2019). Siete sicuri? Nella delibera che potete leggere in basso la giunta si aggancia invece ad una “proposta di legge di Ancitel”, ignorando che nel frattempo quella proposta è diventata Decreto Legge convertito con L.n.58/2019. Ed è un errore abbastanza imbarazzante agganciare una delibera ad una proposta di legge.

Secondo punto: La maggioranza dice che <<la delibera non è stata mai intesa come riduzione della Tari>>. Ma leggendo la delibera l’obiettivo nella sostanza sembra essere questo anche se mediante erogazione di un contributo. Interpretando quel Decreto Legge convertito in L.n.58/2019 in maniera  così approssimativa, la giunta punta infatti esclusivamente a premiare le attività commerciali che differenziano bene i rifiuti attraverso un contributo / premio pari al 50% del tributo pagato dall’esercente per la Tari. Ma l’art.30 ter dice esattamente questo? Assolutamente no. L’art.30 ter del Decreto Legge 30 aprile 2019 n.34 coordinato con la legge di conversione 28 giugno 2019 n.58 disciplina la concessione di agevolazioni in favore dei soggetti, esercenti attività in alcuni settori, che procedono all’ampliamento di esercizi commerciali già esistenti o alla riapertura di esercizi chiusi da almeno sei mesi, situati nei

territori di comuni con popolazione fino a 20.000 abitanti. In sostanza, agli esercenti che beneficiano delle agevolazioni per la riapertura e l’ampliamento di attività verranno erogati dei contributi per l’anno nel quale si rilanci l’attività, o si intervenga sugli spazi, e per i tre anni successivi (quattro anni in totale). Il valore del contributo è rapportato alla somma dei tributi comunali dovuti, e regolarmente pagati, nell’anno precedente a quello in cui si presenti la richiesta di accesso al beneficio, fino al 100 per cento dell’importo. In sostanza, alle attività che hanno tutti i requisiti per poter ricevere il beneficio, va concesso un contributo pari al 100 per cento (!) rapportato alla somma dei tributi comunali dovuti e pagati nell’anno precedente!!! Non soltanto un premio pari al 50% del tributo pagato dall’esercente per la Tari!!! Quindi che senso ha agganciarsi al Decreto Legge convertito in L.n.58/2019 per poi interpretarlo con tale disinvoltura? Quanti negozi poi in paese hanno tutti i requisiti richiesti per poter beneficiare di questo contributo dello Stato? Avete confuso il bianco con il nero, questa è la verità.

Terzo punto: La maggioranza afferma che in delibera si menziona l’isola ecologica per “indicare luoghi privati, come da prassi di ogni singola famiglia, ove vengano stoccate le frazioni della differenziata”. La maggioranza non si rende conto evidentemente dell’uso improprio e fuorviante del termine isola ecologica. Ancor più grave se riportato nel corpo di un atto amministrativo. Che genera inevitabile confusione tra gli stessi esercenti che infatti manifestano già forti perplessità in merito alla procedura adottata dalla giunta. E poi, che attinenza c’è tra l’isola ecologica e il Decreto Legge convertito in L.n.58/2019 al quale si fa riferimento? L’art.30 ter è chiaro: il contributo (pari al 100 per cento  e rapportato alla somma dei tributi comunali -non solo la Tari – dovuti e pagati nell’anno precedente) va riconosciuto alle attività commerciali che abbiano i requisiti richiesti. Punto.

Affinché i lettori e (forse) la maggioranza possano prendere visione di ciò che riporta la delibera e ciò che invece dice l’art. 30 ter riportiamo integralmente i due documenti:

L’art. 30 ter del Decreto Legge 30 aprile 2019 n.34 coordinato con la legge di conversione 28 giugno 2019 n.58:

Art. 30 ter
Agevolazioni per la promozione dell’economia locale mediante la
riapertura e l’ampliamento di attivita’ commerciali, artigianali e
di servizi
1. Il presente articolo disciplina la concessione di agevolazioni
in favore dei soggetti, esercenti attivita’ nei settori di cui al
comma 2, che procedono all’ampliamento di esercizi commerciali gia’
esistenti o alla riapertura di esercizi chiusi da almeno sei mesi,
situati nei territori di comuni con popolazione fino a 20.000
abitanti. Le disposizioni del presente articolo non costituiscono in
alcun caso deroga alla disciplina prevista dal decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 114, e dalle leggi regionali in materia di commercio
al dettaglio.
2. Sono ammesse a fruire delle agevolazioni previste dal presente
articolo le iniziative finalizzate alla riapertura di esercizi
operanti nei seguenti settori: artigianato, turismo, fornitura di
servizi destinati alla tutela ambientale, alla fruizione di beni
culturali e al tempo libero, nonche’ commercio al dettaglio,
limitatamente agli esercizi di cui all’articolo 4, comma 1, lettere
d) ed e), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, compresa la
somministrazione di alimenti e di bevande al pubblico.
3. Sono comunque escluse dalle agevolazioni previste dal presente
articolo l’attivita’ di compro oro, definita ai sensi del decreto
legislativo 25 maggio 2017, n. 92, nonche’ le sale per scommesse o
che detengono al loro interno apparecchi da intrattenimento previsti
dall’articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del testo unico delle
leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931,
n. 773.
4. Sono inoltre esclusi dalle agevolazioni previste dal presente
articolo i subentri, a qualunque titolo, in attivita’ gia’ esistenti
precedentemente interrotte. Sono altresi’ escluse dalle agevolazioni
previste dal presente articolo le aperture di nuove attivita’ e le riaperture, conseguenti a cessione di un’attivita’ preesistente da parte del medesimo soggetto che la esercitava in precedenza o,
comunque, di un soggetto, anche costituito in forma societaria, che
sia ad esso direttamente oindirettamente riconducibile.
5. Le agevolazioni previste dal presente articolo consistono
nell’erogazione di contributi per l’anno nel quale avviene l’apertura
o l’ampliamento degli esercizi di cui al comma 2 e per i tre anni
successivi. La misura del contributo di cui al periodo precedente e’
rapportata alla somma dei tributi comunali dovuti dall’esercente e
regolarmente pagati nell’anno precedente a quello nel quale e’
presentata la richiesta di concessione, fino al 100 per cento
dell’importo, secondo quanto stabilito dal comma 9.
6. I comuni di cui al comma 1 istituiscono, nell’ambito del proprio
bilancio, un fondo da destinare alla concessione dei contributi di
cui al comma 5. A tale fine, nello stato di previsione del Ministero
dell’interno e’ istituito un fondo con una dotazione annuale pari a 5
milioni di euro per l’anno 2020, a 10 milioni di euro per l’anno
2021, a 13 milioni di euro per l’anno 2022 e a 20 milioni di euro
annui a decorrere dall’anno 2023. Il fondo e’ ripartito tra i comuni
beneficiari con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza
Stato-citta’ ed autonomie locali. In ogni caso, la spesa complessiva
per i contributi erogati ai beneficiari non puo’ superare la
dotazione annua del fondo di cui al secondo periodo.
7. I contributi di cui ai commi 5 e 6 sono erogati a decorrere
dalla data di effettivo inizio dell’attivita’ dell’esercizio,
attestata dalle comunicazioni previste dalla normativa vigente.
8. Possono beneficiare dei contributi di cui al comma 5 i soggetti
esercenti, in possesso delle abilitazioni e delle autorizzazioni
richieste per lo svolgimento delle attivita’ nei settori di cui al
comma 2 che, ai sensi del comma 1, procedono all’ampliamento di
esercizi gia’ esistentio alla riapertura di esercizi chiusi da almeno
sei mesi. Per gli esercizi il cui ampliamento comporta la riapertura
di ingressi o di vetrine su strada pubblica chiusi da almeno sei mesi
nell’anno per cui e’ chiesta l’agevolazione, il contributo e’
concesso per la sola parte relativa all’ampliamento medesimo.
9. I soggetti che intendono usufruire delle agevolazioni di cui al
presente articolo devono presentare al comune nel quale e’ situato
l’esercizio di cui ai commi 1 e 2, dal 1° gennaio al 28 febbraio di
ogni anno, la richiesta, redatta in base a un apposito modello,
nonche’ la dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ attestante
il possesso dei requisiti prescritti. Il comune, dopo aver effettuato
i controlli sulla dichiarazione di cui al periodo precedente,
determina la misura del contributo spettante, previo riscontro del
regolare avvio e mantenimento dell’attivita’. I contributi sono
concessi, nell’ordine di presentazione delle richieste, fino
all’esaurimento delle risorse iscritte nel bilancio comunale ai sensi
del comma 6. L’importo di ciascun contributo e’ determinato dal
responsabile dell’ufficio comunale competente per i tributi in misura
proporzionale al numero dei mesi di apertura dell’esercizio nel
quadriennio considerato, che non puo’ comunque essere inferiore a sei
mesi.
10. I contributi di cui al presente articolo sono erogati
nell’ambito del regime de minimis di cui al regolamento (UE) n.
1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, nei limiti
previsti dal medesimo regolamento per gli aiuti di Stato a ciascuna
impresa. Essi non sono cumulabili con altre agevolazioni previste dal
presente decreto o da altre normative statali, regionali o delle
province autonome di Trento e di Bolzano.
11. Le disposizioni del presente articolo si applicano a decorrere
dal 1° gennaio 2020.
12. All’onere derivante dall’attuazione del presente articolo, pari
a 5 milioni di euro per l’anno 2020, a 10 milioni di euro per l’anno
2021, a 13 milioni di euro per l’anno 2022 e a 20 milioni di euro
annui a decorrere dall’anno 2023, si provvede mediante corrispondente
utilizzo delle maggiori entrate derivanti dal presente decreto.