RAVISCANINA – Stazione radio base, la giunta Masiello persevera: e la questione 5G resta aperta

RAVISCANINA (Francesco Mantovani) – La giunta Masiello persevera e ridà attraverso una nuova delibera (la numero 74 dell’11 luglio 2019) ad una società che opera per conto della Wind Tre S.p.a. ospitalità per la realizzazione di una stazione radio base. Rispetto alla delibera numero 23 del 21 febbraio 2019, l’esecutivo Masiello specifica questa volta che “la concessione per l’ospitalità della installazione di radio base a Wind Tre è limitata esclusivamente a tecnologie fino a 4G” ed “eventuali implementazioni legate al passaggio a nuove tecnologie per la trasmissione del segnale, siano 5G o ulteriori, dovranno seguire l’iter autorizzativo previsto dalle vigenti norme, previa apposita valutazione degli enti preposti e rilascio relativo nulla osta“. Eppure questa sorta di chiarimento non basta a tranquillizzare una grossa fetta della cittadinanza. La questione 5G resta infatti ancora aperta. Essendo ormai a conoscenza che Raviscanina rientra nell’elenco dei 120 comuni italiani individuati dal Mise per il lancio del 5G, perché Masiello non ha deliberato prima in giunta e poi in consiglio di vietare, applicando il principio di precauzione, la installazione di apparecchiature del sistema “5G” sul territorio comunale, nelle more della nuova cancerogenesi annunciata dalla International Agency for Research on cancer? Perché non ha accolto l’invito del Comitato che nel frattempo ha raccolto circa quattrocento firme per dire ‘no’ all’installazione di apparecchiature di quinta generazione in paese? Il sospetto è che in realtà con l’adozione di questa nuova delibera le intenzioni del sindaco non cambiano affatto. Così come del resto non è cambiato neanche il sito (chissà perché?) dove si vuole installare la stazione radio base. Nonostante la ‘Soprintendenza’ aveva già fatto rilevare al Comune attraverso una nota che l’area è sottoposta a vincolo paesaggistico e che località Pallara “si trova nelle immediate vicinanze dell’insediamento medievale di S.Angelo di Rupecanina e ricade in un comprensorio ad alto rischio archeologico per la presenza di un monumento funerario romano sottoposto a vincolo archeologico e per la presenza di complessi rustico – residenziali di età romana e di necropoli plurifase“.