CELLOLE – Marchegiano ‘apre le porte’ all’indipendenza emotiva, affettiva e sessuale del disabile: esperti a confronto in un evento molto toccante

CELLOLE (Matilde Crolla) – “Quello di oggi è un evento straordinario per la tematica affrontata. Se è vero che viviamo in uno stato di diritto dove l’istruzione, la salute e il vivere una vita dignitosa rappresentano un diritto, allora va sottolineato che anche la sessualità lo è”. Ha esordito così l’assessore Antonietta Marchegiano, ‘anima’, insieme a Lia De Andreis, di un originale ed interessante incontro su ‘L’indipendenza emotiva, affettiva e sessuale del disabile’.  “Questa è la verità: la sessualità come diritto. Poi c’è la realtà che spesso, purtroppo, va in contrasto con la verità. La realtà che vede la sessualità vissuta con la ‘d’ maiuscola per i normodotati e un diritto con la ‘d’ piccola per i diversamente abiliti. E’ sbagliato pensare che chi vive la disabilità sia un angelo, non abbia stimoli, impulsi, passioni, non nutra affettività- ha continuato l’assessore alle Politiche sociali-. Questo
non è giusto. Noi come istituzione non possiamo permetterlo, anzi dobbiamo garantire un’autonomia maggiore ai ragazzi disabili di vivere la sessualità come qualcosa di sano. Attraverso questo convegno dobbiamo tentare di aprire quella porta di aiuto ed ascolto nei loro confronti, delle loro famiglie e degli operatori sociali costretti spesso a fare i conti con un vuoto di formazione”. Il convegno di ieri promosso dal Centro Diurno Polifunzionale “Insieme”, gestito dal consorzio Nestore, ha sicuramente scosso non poco le coscienze. “Siamo stati molto coraggiosi ad affrontare questo argomento- ha dichiarato la sindaca Cristina Compasso-. Ho accolto con entusiasmo la proposta di Antonietta Marchegiano e di Lia De Andreis insieme all’Ufficio delle Politiche sociali del Comune nella persona dell’assistente sociale Marianna Esposito e del dirigente Stanislao Verrengia. Il Centro Insieme è sicuramente la parte vera della nostra comunità perché i ragazzi che ne fanno parte sono senza veli, trasparenti. Dunque, fornire loro degli strumenti di conoscenza per un tema così delicato è sinonimo di una comunità molto sensibile”. Ha moderato l’evento la dott.ssa Luciana Lucca. Presente in sala, la dott.ssa Letizia Tari, responsabile del Centro per l’Impiego, genitori, operatori, utenti e diversi cittadini. Ha
introdotto la dott.ssa Lia De Andreis, coordinatrice del centro diurno. “In Italia c’è difficoltà a formare e prevedere una figura come quella dell’assistente alla sessualità e all’affettività. Tale figura, invece, è fondamentale per aiutare i diversamente abili a comprendere e vivere le loro emozioni- ha dichiarato De Andreis-. Una persona che non ha piena autonomia nel muoversi, nello scegliere, non deve non poter essere felice, appagata. Non deve poter perseguire dei desideri anche se a qualcuno possono apparire scomodi”. E’ seguito l’intervento del neurologo dr. Giovanni Saladino che ha parlato del piacere a livello cognitivo. Il presidente del comitato LoveGiver per l’assistenza sessuale in Italia, Maximiliano Ulivieri, ha raccontato le innumerevoli richieste che gli giungono per l’assistenza sessuale, presente già in svariati paesi come Olanda, Germania, Svizzera. La filosofa e operatore all’emotività affettività e sessualità (OEAS) dott.ssa Anna Pierobon, risultata idonea
al corso formativo di 200 ore, ha relazionato sui casi pratici che segue. La docente dell’Alberghiero di Cellole Rosalba Fiorillo, ha riportato la sua esperienza nelle scuole. Interessante intervento dello psicologo clinico dr. Eugenio Di Florio. Toccante, infine, la testimonianza della madre
di un utente del centro diurno “Progetto insieme”. Un tema difficile, un po’ per un falso pudore diffuso, un po’ per pregiudizi e paure, presentato coraggiosamente dal Centro Insieme, in collaborazione con l’amministrazione Comunale ed il consorzio Nestore. Presenti all’evento anche la delegata all’Istruzione, Loredana Manfredi, e l’assistente sociale Marianna Esposito.