MATESE – Comunità montana, giorni decisivi per la presidenza: sindaci ‘di frontiera’ compatti

MATESE (Francesco Mantovani) – Fissata per la prossima settimana una nuova riunione per decidere il futuro dell’ente montano matesino. Al momento ancora non c’è nessun presidente in pectore. Esiste invece una maggioranza formata da nove rappresentanti di altrettanti comuni – Piedimonte Matese, Prata Sannita, Capriati a Volturno, Ciorlano, Ailano, Valle Agricola, San Gregorio Matese, San Potito Sannitico e Gallo Matese – che ha scelto di percorrere la via del rinnovamento. Una maggioranza, nuova e non imposta dall’alto, ma soprattutto granitica e capace di esprimere tutta la sua ‘indipendenza’ da quel vecchio modo di fare politica incentrato su accordi per spartirsi incarichi piuttosto che su metodi e programmi. Un concetto rafforzato dalle parole del sindaco di Ciorlano, Mauro Di Stefano. <<Il nostro gruppo è coeso e tra di noi fino ad ora non abbiamo ancora parlato di nomi in ordine alla presidenza e alla vice presidenza. L’unica cosa certa è che tra di noi c’è la piena condivisione del documento programmatico sottoscritto qualche giorno fa. Pertanto, smentisco categoricamente le voci secondo le quali il sottoscritto sarebbe stato designato quale prossimo presidente dell’ente montano>>. I cosiddetti sindaci ‘di frontiera’, appena incassata l’adesione di Piedimonte Matese e di San Potito Sannitico, qualora lo avessero voluto, avrebbero già potuto chiudere la partita relativa al rinnovo dei vertici della comunità montana matesina. Invece hanno opportunamente virato su un percorso di trasparenza, orientato alla massima condivisione possibile delle scelte in perfetta antitesi rispetto alle modalità del  ‘patto Oliviero’ con cui si è cercato di sbrigare la partita a tavolino senza che venisse preliminarmente aperta una discussione sul merito che coinvolgesse tutti gli attori in campo. Il fallimento di quel ‘blitz’ di inizio estate ha avuto – ironia della sorte – l’effetto immediato di compattare sotto un’unica bandiera i

rappresentanti di nove comuni del Matese il cui obiettivo principale è invece quello unire le forze e rimboccarsi le maniche per risolvere le criticità che gravitano intorno ad un ente che deve prima di tutto fare i conti con la problematica legata ai duecento baif ancora in attesa dello stipendio. In virtù di tale ragione, i nove sindaci hanno invitato gli altri colleghi (allo stato attuale numericamente in minoranza) ad un ulteriore incontro attraverso il quale aprire prima di tutto una discussione sul futuro della locale comunità montana. Al momento, pertanto, ancora non è stato designato né un presidente, né un vice presidente. Nomi che tuttavia potrebbero venir fuori tra qualche giorno quando ci si siederà nuovamente intorno ad un tavolo per ragionare chiaramente anche su quale governance dare all’ente montano. Guardando alle competenze tecnico professionali dei ‘papabili’ al ruolo di vertice ed alla connessa necessità di imprimere un effettivo cambio di rotta nelle modalità di gestione dell’ente, si potrebbe puntare sui nomi del sindaco di San Potito Sannitico, Franco Imperadore, o su quello di Prata Sannita, Damiano de Rosa.  La riunione di mercoledì potrebbe essere in questo senso decisiva.

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