PIETRAVAIRANO – Lottizzazioni e oneri di urbanizzazione, la minoranza chiede chiarezza dopo anni di silenzio

PIETRAVAIRANO (Francesco Mantovani) – <<Come mai a distanza di sei anni, il comune di Pietravairano ancora non ha provveduto ad acquisire al patrimonio dell’ente le aree destinate ad alcune opere di urbanizzazione in conformità con la delibera di giunta numero 52 del primo agosto 2013>>? Torna a chiederlo – dopo circa un anno dall’ultima interrogazione in merito – il consigliere Adriano Del Sesto. Questa volta i tanti quesiti, ancora in cerca di risposte esaustive, sono rivolti alla neo sindaca Marianna Di Robbio, oltre che al responsabile dell’ufficio tecnico e al segretario comunale. La vicenda è complessa. Tutto nasce nell’anno 2000 quando con delibera di consiglio comunale (la numero 10 del primo febbraio) veniva approvato il programma edilizio proposto da una cooperativa su alcune aree comprese nella zona ‘C’ del piano regolatore. Due mesi dopo, con delibera di giunta numero 60 dell’11 aprile veniva approvato lo schema di convenzione tra il comune di Pietravairano e la stessa cooperativa edilizia per la cessione del diritto di proprietà degli standards urbanistici derivati dal piano dal piano di lottizzazione in questione. La convenzione per la realizzazione dell opere comprese nel piano di lottizzazione in argomento veniva stipulata il 16 di giugno dello stesso anno. Per tali opere edilizie venivano rilasciati tre permessi: una concessione edilizia (anno 2002), una Dia (anno 2006) e un’autorizzazione (anno 2002). Sette anni dopo – siamo nel 2009 – al protocollo del comune veniva trasmesso da un professionista il certificato di collaudo di tali opere realizzate dalla cooperativa. La giunta comunale targata Francesco Zarone con delibera numero 52 del primo agosto 2013 acquisiva (in conformità con l’articolo 9 della convenzione) al patrimonio

dell’ente le aree destinate alle opere urbanizzazione e standards. Le spese di stipula inerenti l’atto di acquisizione si conveniva di porle a carico della ditta lottizzante. Un particolare singolare dell’intera vicenda riguarda poi la delimitazione dell’area oggetto degli interventi attraverso un cancello, ad esclusivo possesso e uso privato. Circostanza di cui nel frattempo il capogruppo di opposizione era venuto a conoscenza. Oggi, a distanza di anni, come mai ancora non si è provveduto ad acquisire al patrimonio del comune tali aree? L’organo di indirizzo politico come mai non ha sollecitato tale adempimento? E’ stato nominato un legale come indicava il responsabile dell’ufficio tecnico nella nota del 3 luglio 2018, protocollo numero 3717? E’ stato aperto, qualora ve ne siano gli estremi, un procedimento nei confronti di chi non ha verificato tale inadempienza? O di coloro i quali abbiano fatto prescrivere il diritto al pagamento degli oneri? Quali misure si intendono adottare ora per scongiurare un danno patrimoniale all’ente? Il gruppo di minoranza ‘Il Paese domani’ attende che chi di dovere provveda a fornire risposte esaustive a tutte queste domande. In tempi brevi, possibilmente.